rainews.it, 20 novembre 2024
Da chiarire le circostanze del decesso. Giuseppe Caforio lancia l’ennesimo allarme sulla condizione degli istituti penitenziari. Ancora tensioni nelle carceri umbre, ancora proteste dei detenuti contenute a fatica dal personale della polizia penitenziaria. Succede a Capanne questa volta, dove a scatenare la sommossa è la morte, per cause naturali, di un detenuto nigeriano di 37 anni in attesa di giudizio. Minuti concitati durante i quali, mentre gli agenti prestavano i primi soccorsi dopo la scoperta dell’uomo agonizzante in cella e in attesa dell’arrivo del personale del 118, i detenuti hanno iniziato a protestare cercando di uscire in corridoio lamentando ritardi nell’intervento e scarsa informazione.
Proteste che nel corso della giornata si sono verificate poi, in forma molto più contenuta, anche nel carcere di Spoleto. Ennesimo segno di una situazione ormai sull’orlo del collasso, con carceri sempre più piene, un numero altissimo di detenuti psichici non adeguatamente trattati quando non incompatibili con la detenzione e servizi sanitari sempre più carenti.
A Capanne, ma non soltanto. Su quanto accaduto la procura di Perugia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti affidato al sostituto procuratore Mario Formisano, che a breve disporrà l’autopsia sul cadavere del detenuto per chiarire le cause della morte. Che ad un primo esame sembrerebbero naturali.
Resta tuttavia la preoccupazione di una situazione sempre più esasperata in cui, denuncia il segretario nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria Donato Capece “i problemi si ingigantiscono e le soluzioni non vengono ascoltate”. “Tra le principali riforme che hanno destabilizzato il sistema carcere - denuncia il Sappe - vi è anche l’eliminazione della sanità penitenziaria. Aver ricondotto tutto sotto la gestione della sanità pubblica e delle Ausl ha determinato notevoli disservizi e incapacità di avere una adeguata gestione interna”.










