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Il Resto del Carlino, 3 gennaio 2023

La donna che si è battuta per la verità sulla morte del fratello e ora senatrice ieri era a Villa Fastiggi. “Persone trattate come carne da macello, non per colpa degli agenti, ma di chi dirige la struttura”.

Un blitz in piena regola. Ilaria Cucchi si è presentata ai cancelli del carcere di Villa Fastiggi alle 11.30 di ieri mattina senza alcun preavviso. Ne è uscita tre ore dopo. Con lo sgomento negli occhi e un report tutt’altro che positivo: “Detenuti trattati come carne da macello, costretti a vivere in una struttura fatiscente e abbandonata a se stessa dove funziona male persino il sistema di videosorveglianza. Ma - sottolinea subito la senatrice di Sinistra Italiana e Verdi e vicepresidente della Commissione giustizia - non per colpa degli agenti di polizia penitenziaria e di tutti gli altri operatori i quali si trovano a lavorare senza che gli siano dati i mezzi adeguati. La responsabilità è di chi dirige che ha i fondi e non li usa. Approfondirò questa situazione”.

Ma intanto alza il tiro: “E il ministro Salvini ha anche l’idea geniale di tagliare i fondi alle carceri, addirittura ai pasti degli agenti. Lo invito a venire a Pesaro per capire come mettere questo istituto immediatamente in sicurezza”.

Quello di Villa Fastiggi è il terzo carcere che la Cucchi visita a sorpresa per sollevare il velo sulle criticità del mondo oltre le sbarre. “Il primo che ho ispezionato - continua la parlamentare - è stato l’istituto di Santa Maria Capua Vetere. Lì addirittura manca l’acqua potabile, esce di colore marrone dai rubinetti. Il secondo è stato quello per minorenni di Casal del Marmo a Roma. E ora sono venuta a Pesaro”. Non a caso.

Con la città ha un legame “familiare”. “Il mio compagno (l’avvocato Fabio Anselmo ndr) ha una casa da queste parti - spiega - ero al corrente che qui ci fosse una situazione delicata, ma ho visto una realtà, al pari di altre, davvero disarmante. Sono avvilita”.

Una realtà come “tubature vecchie e rotte - elenca - che devono essere riparate da anni, ma chi deve occuparsene non lo ha mai fatto, un’area per bimbi nella quale possono incontrare i genitori in carcere mai realizzata, un campo da calcio in totale disuso e malridotto e sappiamo quanto lo sport sia fondamentale nell’ottica di una rieducazione del detenuto, più tantissime altre aree dell’istituto degradate. Per non dire di come sono trattati certi detenuti.

Ad esempio, quelli con problemi psichiatrici, che non dovrebbero stare in questo carcere o almeno non nel modo in cui vengono tenuti, sia a tutela loro che degli agenti. Ho percepito lo scoramento dei poliziotti, la loro volontà di fare il proprio lavoro al meglio, ma senza poterci riuscire perché non hanno mezzi e neppure uomini, visto che la carenza di organico è un’altra criticità costante. Cercherò di fare luce sulle responsabilità di chi dirige questo carcere, del perché abbia fondi stanziati e non li usi o li faccia scadere”. E aggiunge: “Stiamo parlando di persone che dovremmo recuperare e reinserire in società, ma in queste condizioni è impossibile”.

Mentre Cucchi fa il resoconto della sua ispezione, la mamma di un detenuto la riconosce e l’avvicina. E la mette al corrente di altri dettagli da girone infernale: “Mio figlio è nel braccio dell’isolamento, una zona di degrado assoluto, c’è un detenuto che spalma i suoi escrementi sul pavimento e sulle pareti, c’è una puzza insopportabile. Nessuno poi cambia le lenzuola. A volte sono gli stessi detenuti a pulire. E non c’è neppure assistenza sanitaria nel carcere”. La senatrice apre il quaderno che stringe tra le mani, diario del suo tour a Villa Fastiggi, si appunta nome e numero della donna e le assicura: “Ci sentiremo presto”.