Il Centro, 18 febbraio 2021
Cinque detenuti sono risultati positivi al carcere di San Donato. Tre stranieri e due italiani, reclusi nella seconda sezione giudiziaria dove sono state bloccate le celle in via precauzionale, per contenere una eventuale diffusione del contagio, sono stati trasferiti nell'area Covid al pianterreno dello stabile per essere monitorati dal personale della Asl e del carcere.
La segnalazione del focolaio scoppiato in carcere arriva da Alessandro Luciani, vice segretario regionale Sinappe (Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria) che racconta come si è sviluppata l'emergenza sanitaria che ha avuto il suo apice nella giornata di ieri: "È stato un collega ad accorgersi che i detenuti presentavano sintomi febbrili, già nei giorni scorsi. Il medico del carcere ha subito disposto dei tamponi rapidi che hanno dato esito positivo".
Immediatamente sono scattate le misure di sicurezza per arginare l'allarme. "I detenuti contagiati sono stati trasferiti nell'area Covid al pianterreno, spazio normalmente utilizzato per la quarantena giudiziaria", spiega il dirigente del Sinappe, "dove sono stati posti sotto osservazione e vengono seguiti dal personale sanitario della Asl e del carcere".
Contemporaneamente "le celle della seconda sezione giudiziaria dove si trovavano i reclusi sono state bloccate, ogni detenuto è rimasto confinato nelle proprie stanze come misura precauzionale contro il diffondersi del contagio. Gli ambienti sono in attesa si sanificazione, la situazione è preoccupante". Uno dei contagiati "svolge un servizio all'interno del penitenziario che lo pone a contatto con altri detenuti, se la situazione non verrà contenuta, l'evoluzione sarà tragica".
Al momento "non sappiamo come sia stato veicolato il Covid all'interno del carcere, finora rimasto indenne dagli sviluppi della pandemia" riflette Luciani, "ma da tempo chiediamo" ai vertici penitenziari, "il potenziamento dei dispositivi di sicurezza: non bastano le mascherine chirurgiche, sono necessarie le dotazioni di Ffp2; l'incremento dei sanificatori, un percorso pulito per smaltire le protezioni usate. Ci è stato tolto persino il tendone esterno per il triage che ci era stato concesso dalla Croce Rossa, struttura che ci farebbe comodo in caso l'emergenza si allargasse. Inoltre più volte, come sindacato, abbiamo denunciato la mancanza di rilevazione della temperatura del personale in ingresso che non viene effettuata nelle ore serali e nei festivi". Nella casa circondariale di San Donato sono ospitati 290 detenuti, 120 sono gli agenti penitenziari in servizio "ma ne servirebbero altri 50" conclude il delegato di Sinappe.











