di Silvia Pollice
Il Messaggero, 20 marzo 2025
L’episodio è accaduto un mese dopo la rivolta nel carcere San Donato, scoppiata in seguito al gesto volontario del 24enne egiziano. A meno di ventiquattro ore dall’inizio dello sciopero degli avvocati penalisti proclamato dalla Camera penale di Pescara dal 18 al 20 marzo, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema del sovraffollamento del carcere San Donato di Pescara e sulle condizioni precarie di detenuti e personale penitenziario, un altro detenuto ha tentato di togliersi la vita soffocandosi con un panino servito alla mensa. L’uomo, un 28enne italiano, è stato soccorso tempestivamente dagli agenti della casa circondariale e trasportato all’ospedale cittadino, dove è stato sottoposto alle dovute cure mediche, ma le sue condizioni sono piuttosto gravi. Attualmente, infatti, il giovane è entrato in coma dopo un arresto cardiaco ed è in prognosi riservata.
Esattamente un mese fa, al carcere San Donato un detenuto egiziano di 24 anni, con problemi di tossicodipendenza, si era tolto la vita impiccandosi. Un evento che aveva innescato una rivolta, con materassi date alle fiamme e disordini, costringendo al trasferimento di alcuni detenuti in altre case circondariali del Lazio e facendo scendere il numero di persone da 450 a 380, a fronte di una capienza regolamentata di 276 posti. Tra questi, “almeno la metà è affetta da problemi psichiatrici o di tossicodipendenza” aveva evidenziato il sindaco Carlo Masci durante l’incontro che si è svolto martedì mattina nella Sala “Figlia di Iorio” del palazzo della Provincia martedì scorso, al quale hanno partecipato anche il deputato Luciano D’Alfonso, il Procuratore capo Giuseppe Bellelli, l’aggiunto Annarita Mantini e il presidente dell’ordine degli avvocati Federico Squartecchia, insieme al consiglio direttivo della Camera penale composto dagli avvocati Massimo Galasso, Franco Perolino, Roberto Mariani, Alessandra Michetti e Luisa Gabriele.
Nel pomeriggio, invece, si è svolto il consiglio comunale straordinario, in cui la garante dei detenuti della Regione Abruzzo, Monia Scalera, aveva ribadito “la piena disponibilità a mettermi a disposizione per assicurare la tutela dei detenuti e la volontà di questa Autorità regionale di porsi da ponte tra le realtà carcerarie del territorio e le istituzioni, per la realizzazione di tutti gli obiettivi”, riferendosi ai progetti Ama-Es (sulla formazione per chi è sottoposto a esecuzioni penali esterne), quelli finanziati con i fondi Fse (7 milioni di euro in percorsi formativi e l’implementazione di psicologi nelle carceri, per scongiurare il rischio di suicidi) e infine l’iniziativa del Social Housing (per coloro che non hanno un domicilio o una residenza). La garante dei detenuti della Regione Abruzzo aveva poi annunciato per oggi “un tavolo tecnico dedicato alla giustizia riparativa che vedrà confrontarsi tutti gli attori coinvolti come i direttori degli istituti di pena, il Tribunale di Sorveglianza, i centri di giustizia riparativa, i sindaci, l’Anci, l’Uepe, il Prap e i presidenti degli ordini degli avvocati”.











