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Corriere Adriatico, 31 maggio 2023

Un 41enne detenuto nella casa circondariale di San Donato di Pescara si è tolto la vita, ieri pomeriggio, impiccandosi all’interno del carcere. Lanciato l’allarme, è subito intervenuto il medico della struttura, che ha iniziato le manovre rianimatorie, poi proseguite dal personale del 118, arrivato nel giro di pochi minuti. Per l’uomo, però, non c’è stato niente da fare. In seguito all’episodio, alcuni detenuti, come forma di protesta, non sono rientrati in cella: in via precauzionale, a supporto della polizia penitenziaria, nell’area del carcere sono intervenuti polizia e carabinieri.

Il comunicato di Fp-Cgil Polizia Penitenziaria

“Un detenuto italiano di 41 anni, originario di Avezzano, ristretto nel carcere di Pescara, oggi pomeriggio è riuscito a togliersi la vita impiccandosi. Il personale di Polizia Penitenziaria ha lanciato subito l’allarme così come immediato è stato l’intervento del medico e degli operatori del 118 arrivati poco dopo che hanno tentato di rianimarlo senza riuscirci. Per protesta, numerosi detenuti non sono rientrati nelle proprie stanze detentive ed è scattato anche l’allarme per una possibile rivolta con arrivo di Carabinieri e Polizia di Stato all’esterno del carcere per presidiare l’area a supporto della Polizia Penitenziaria”.

Lo comunica il Coordinatore regionale per l’Abruzzo Gino Ciampa della Fp Cgil Polizia Penitenziaria: “È un clima decisamente teso quello che stiamo vivendo nel carcere di Pescara negli ultimi giorni. Già ieri c’è stato un tentativo di suicidio con un detenuto che si è dato fuoco e ora è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. I Poliziotti penitenziari sono stremati. Manca più del 30% delle 170 unità di Polizia Penitenziaria previste con un sovraffollamento di detenuti del 131%”.

“Abbiamo rappresentato la situazione delle carceri abruzzesi - continua Ciampa - a tutti i vertici politici e istituzionali: al Presidente della Regione Abruzzo, al Prefetto di Pescara e al Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Lazio Abruzzo e Molise. Per ora però, nessuno è riuscito a dare una risposta e la situazione ormai sta sfuggendo di mano”.

Mirko Manna, Nazionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria: “Solo il senso del dovere della Polizia Penitenziaria permette di tenere ancora in piedi il sistema penitenziario. Le aggressioni contro i poliziotti e gli atti di autolesionismo dei detenuti, stavolta purtroppo portato al gesto estremo nel carcere di Pescara, rendono le condizioni di lavoro all’interno degli istituti penitenziari, davvero difficili. Nei prossimi giorni solleciteremo anche il Governo durante gli incontri istituzionali già previsti, per cercare di individuare interventi immediati”.