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Il Centro, 21 gennaio 2020


Il Pd in visita al San Donato, annunciate interrogazioni a Roma e alla Regione Blasioli e Giampietro: il malessere è causa di aggressioni, risse e autolesionismo. Il Partito democratico porta il caso San Donato in Parlamento e in Regione. Ieri mattina il consigliere regionale Antonio Blasioli è stato nel carcere di Pescara insieme al consigliere comunale Piero Giampietro: "Daremo seguito alla visita", assicura Blasioli, "incontreremo i sindacati degli agenti penitenziari e articoleremo tutte le funzioni ispettive sia in Regione sia in parlamento".

La visita è stata decisa dopo gli ultimi episodi, "che dimostrano il malessere", sottolineano i due esponenti del Pd, "che si vive nella struttura, e che accomuna detenuti e agenti penitenziari".

L'istituto di pena dovrebbe accogliere duecento detenuti ma ce ne sono almeno il doppio. La pianta organica prevede 170 agenti, ma tra quelli in malattia o in distacco sono in realtà un centinaio. Inoltre negli ultimi anni sono andati in pensione circa cinquanta agenti, quasi trenta dei quali nel biennio appena trascorso.

Secondo gli esponenti del Pd, sovraffollamento e carenze di personale a parte, ci sono anche casi che potrebbero essere affrontati e risolti nell'immediato. "Uno su tutti riguarda l'ospedale di Pescara che, all'ottavo piano, ha un reparto dedicato ai detenuti", spiegano, "capita però che questo non venga utilizzato per carenza di infermieri, e così si verificano due distorsioni: ogni detenuto deve avere una scorta di due agenti, che sui 4 turni quotidiani richiede la presenza di 8 agenti.

Se i detenuti fossero tutti ricoverati nel reparto riservato, basterebbero 8 persone per tutti. Ciò non avviene, e così dal 14 gennaio per i due detenuti ricoverati in reparti diversi ci sono 16 agenti al giorno impegnati. Se il reparto per detenuti è stato messo su, è indispensabile che funzioni: è una condizione che porremo all'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì.

A oggi, i detenuti sono nelle stesse stanze degli altri malati, e così capita che questi e i loro familiari siano costretti a imbattersi con agenti armati nei reparti". Su quest'ultima questione, il Partito democratico è invece intenzionato a presentare un'interpellanza parlamentare. Altro problema che causato dall'esiguità del personale è "che solo in pochi possono partecipare alle attività formative come scuola di formazione lavorativa, e la noia è spesso causa di scontri, sia tra detenuti e agenti sia tra detenuti stessi".

C'è poi la questione dei pazienti psichiatrici: "A fronte dei sette posti assegnati per detenuti psichiatrici", ricordano Blasioli e Giampietro, che insistono inoltre sulla mancanza di una camera di isolamento: "Spesso si utilizza la parte riservata ai collaboratori di giustizia, ma se questa è occupata non se ne può fare utilizzo".

"Insomma gli episodi di autolesionismo, i materassi bruciati e i detenuti scappati sul tetto sono degli allarmi che non possono restare inascoltati", continuano i due esponenti del Pd, "e la sensazione è che spesso i problemi del carcere siano oggetto di poca attenzione da tutte le istituzioni.

Per quel che riguarda il sovraffollamento, le sezioni diventano polveriere, in quanto oltre ai pochi spazi a disposizione dei detenuti, diventa difficile per l'operatore far fronte alla richieste quotidiane e pressanti degli stessi: da qui il malcontento", concludono Blasioli e Giampietro, "che può sfociare in aggressioni, risse, tumulti, autolesionismo e proteste in generale".