di Cinzia Cordesco
Il Centro, 7 agosto 2022
Lorenzo Lemme, della Playa, racconta la sua esperienza con una persona reclusa a San Donato Il progetto “Seconda chance” prevede sgravi fiscali per gli imprenditori che danno occupazione. Come compiere una buona azione e, nello stesso tempo, ottenere sgravi fiscali e contributivi assumendo un detenuto nella propria azienda. È la filosofia del progetto “Seconda chance”, ideato e promosso dalla giornalista del TgLa7, Flavia Filippi, che lo ha trasformato in una associazione no profit insieme alla documentarista Alessandra Ventimiglia Pieri e all’imprenditrice di Ethicatering, Beatrice Busi Deriu, che hanno creduto nell’idea che coinvolge il mondo dell’imprenditoria e i penitenziari italiani.
“Il progetto, in Italia”, dice Filippi, “sta dando opportunità di lavoro e reinserimento sociale a decine e decine di persone in regime carcerario”. L’iniziativa è arrivata fino a Pescara grazie alla collaborazione con la casa circondariale di San Donato, diretta da Lucia Di Feliciantonio e Lorenzo Lemme, che col padre Sandro, è alla guida del ristorante e stabilimento La Playa di piazza Le Laudi. I due imprenditori, già da un mese, hanno inserito nel loro organico di 18 dipendenti, anche un detenuto del carcere pescarese.
“Questo progetto è una grande opportunità per le imprese”, spiega il fondatore di “Seconda chance”, “che possono ottenere vantaggi economici e, contemporaneamente, fare una buona azione aiutando persone che così potranno ridisegnare il loro futuro. Io lo definisco “lavoro penitenziario chiavi in mano”, perché accompagniamo l’imprenditore in tutto il percorso e non lo abbandoniamo mai, neppure quando il detenuto comincia a lavorare” uscendo la mattina dal carcere e rientrando la sera. Una opportunità “in costante crescita” con i detenuti che, grazie alla legge Smuraglia 139/2000, lavorano per cooperative sociali e imprese esterne che “possono richiedere incentivi fiscali e contributivi con i quali si abbatte il costo del lavoro”.
La straordinarietà del progetto è che “anche gli imprenditori abruzzesi”, prosegue Filippi, “possono recarsi nei vari penitenziari della regione e scegliere il detenuto. E se trovano la persona giusta per la loro azienda, possono offrire un periodo di prova”. Lorenzo Lemme è l’imprenditore pescarese che ha fatto questo percorso e che oggi racconta la sua esperienza: “Ne abbiamo già vissuta una simile più di 10 anni fa e ci siamo trovati benissimo: uno dei due ragazzi, in semilibertà, che hanno lavorato con noi, ha aperto un bar a Pescara. Ma siamo molto contenti anche di questa collaborazione con “Seconda chance” che ci ha permesso di dare lavoro come aiuto cuoco a questo giovane marocchino, padre di due figli, che abbiamo contrattualizzato dal 7 luglio scorso”.
“Ha una notevole esperienza nella preparazione dei cibi”, prosegue il titolare del lido, “ha voglia di fare”. I datori di lavoro hanno dotato il giovane detenuto di una bicicletta con la quale raggiunge il posto di lavoro alle 10 e va via prima delle 17, ora in cui deve rientrare in carcere. E conclude, Lemme: “Al di là delle agevolazioni economiche, il nostro premio è vedere una persona che vuole imparare e vuole ricostruirsi una vita”.
La direttrice del penitenziario, Di Feliciantonio: “Ha una bella valenza rieducativa e ci auguriamo che si possa espandere. Auspichiamo che anche altri imprenditori, che spesso lamentano di non trovare personale, si facciano avanti e sappiano cogliere l’essenza di questa iniziativa”. Per saperne di più:










