di Cinzia Cordesco
Il Centro, 25 dicembre 2022
E dal carcere di Pescara arriva l’appello di Laszlo, 48 anni La promotrice del piano: “Sgravi fiscali a chi lo assume”. Potrebbe essere un lavoro nel campo della fotografia, sua grande passione e talento, o come cameriere, lavapiatti, imbianchino o bagnino, la seconda chance di Laszlo, 48 anni, ungherese, con un passato criminale che si è lasciato alle spalle 13 anni fa. Attualmente è detenuto nel carcere di San Donato, proveniente dai penitenziari di Catanzaro, Secondigliano, Campobasso.
A Rebibbia, Laszlo, che parla quattro lingue, si è anche diplomato. A Pescara il suo fine pena (doveva scontare 10 anni e 18 giorni per una serie di reati) è previsto per il 2025. “Ma otterrebbe uno sconto di pena, accorciato al luglio 2024”, spiega il suo legale, Ornella Troiano, “se riuscisse a trovare una occupazione” perché così potrebbe puntare a “un reinserimento sociale dopo un’esistenza scandita da dipendenze e drammi familiari”. Ma ci vorrebbe un imprenditore disponibile a conoscerlo in carcere e ad offrirgli un contratto usufruendo di sgravi contributivi e fiscali. Qui entra in gioco “Seconda chance”, il progetto ideato e promosso dalla giornalista del TgLa7, Flavia Filippi, che con l'aiuto della documentarista Alessandra Ventimiglia Pieri e dell’imprenditrice di Ethicatering, Beatrice Busi Deriu, è stato trasformato in una associazione del Terzo Settore, operante in tutta Italia, che aiuta i detenuti a reinserirsi nel mondo lavorativo. “Seconda chance”, spiega Filippi, “è un progetto trasversale che permette a grandi e piccoli imprenditori di abbattere il costo del lavoro compiendo un gesto di grande valenza sociale. Una sorta di cerniera tra le carceri e le aziende disposte ad agevolare il reinserimento lavorativo dei detenuti a fine pena usufruendo dei benefici concessi dalla legge Smuraglia”.
Nel suo curriculum Laszlo si propone come una “persona affidabile, responsabile, corretta ed entusiasta”. Al Sud ha una compagna e una figlia che lo aspettano. In passato, prima di incrociare i suoi destini con il mondo criminale, ha svolto vari lavori: imbianchino, giardiniere, cameriere. L'avvocato Troiano spiega l’iter che potrebbe portare Laszlo alla redenzione: “A oggi, con un contratto regolare di lavoro, considerato il suo fine pena dicembre 2025, si può chiedere la semilibertà al Tribunale di sorveglianza dell'Aquila, per conoscenza al magistrato di sorveglianza di Pescara. Laszlo ha diritto di fruire della liberazione anticipata di 90 giorni di sconto di pena, terminando a luglio 2024”. Nel frattempo, “dovrà rientrare a dormire in carcere dove trascorrerà tutte le festività”.










