di Tomaso Borzomì
Il Gazzettino, 27 novembre 2019
L'associazione veneziana "La Gabbianella" chiede che si ritorni alla normativa pre-2011. Carla Forcolin: "Poter uscire solo a 6 anni è una limitazione per la socialità dei piccoli".
Una raccolta firme per far sì i bimbi in carcere possano uscire prima dei 6 anni. È questo l'obiettivo che si pone l'associazione La Gabbianella, che per anni si è occupata del rapporto tra madri in carcere e bambini. I volontari si sono decisi a chiedere luce sulla questione dell'infanzia negata ai piccoli che nascono da madri che hanno commesso qualche sbaglio.
Perché se a sei anni risulta difficile riuscire a recuperare il tempo perduto, a tre le cose potrebbero cambiare. Tutto è nato da un episodio avvenuto un mese fa, quando un bambino, al compimento dei sei anni è stato strappato alla madre e dato in affidamento senza che l'associazione potesse fare neppure opera di mitigazione.
"Credo che si debba uscire dal carcere, pur lasciando la mamma, se è necessario, molto prima dei sei anni. Almeno si torni ai tre previsti prima della legge 62/2011, se sembra troppo abbassare ancora quell'età. Questo il senso della petizione che propongo e che si deve scontrare con il luogo comune per cui essere separati dalla mamma è il peggiore dei mali", spiega Carla Forcolin, presidente dell'associazione.
Il riferimento è alla tutela della crescita dei bambini: "Tutti i luoghi, da cui i bambini non possono uscire con la mamma o dove non possono entrare persone care a trovare il bambino liberamente, sono luoghi di custodia, più o meno attenuata, e i bambini se ne accorgono. Quindi, se la custodia ci deve proprio essere, e talora è necessaria, nei nidi annessi al carcere femminile e negli Icam (Istituto a custodia attenuata per madri) i bambini devono rimanere solo se il rapporto con la madre è l'elemento fondamentale della loro vita, cioè quando sono piccolissimi".
La presidente perciò prosegue: "A partire dai nove mesi di età, i bambini del carcere dovrebbero frequentare già e obbligatoriamente gli asili nido e comunque stare fuori dall'istituto nelle ore del mattino per tornarvi nel pomeriggio. I bambini non possono stare in istituti a custodia attenuata o veri carceri fino a sei anni, senza che questo pregiudichi la loro vita futura".
Forcolin, che negli ultimi 15 anni ha frequentato il carcere della Giudecca, lamenta un peggioramento: "Ho visto la situazione peggiorare. Il nido, prima dell'Icam, era meno ampio ma c'erano persone che vivevano insieme nella comunità-nido e si facevano compagnia, nel bene e nel male. Ora le madri sono sempre meno e negli Icam c'è il rischio di vivere davvero l'isolamento. Solo a Milano, Torino, Roma e Avellino abbiamo i numeri (da 6 a 11 mamme) per costruire piccole comunità. A Venezia sono in due. Per i 50 bambini rimasti indirettamente reclusi nel nostro Paese - conclude - noi chiediamo almeno che escano a tre anni".










