sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Mattia Motta

 

Libertà, 8 aprile 2015

 

Ennesimo gesto disperato alle Novate, la vittima uno straniero di trent'anni, Adrian Cioban, con fine pena ad aprile 2017. Ogni volta che una persona privata della libertà e affidata al sistema carcerario si toglie la vita, è una sconfitta per tutta la società civile" ha detto recentemente il provveditore alle opere pubbliche ad un convegno su queste tragedie. Ieri è stato uno di questi giorni. Un altro suicidio si è registrato al carcere delle Novate. All'interno di una cella dell'istituto di pena un detenuto straniero di circa 30 anni ha respirato volutamente il gas metano della bombola che dovrebbe servire per farsi da mangiare, ma che ieri è stata utilizzata dall'uomo per togliersi la vita. Inutili gli sforzi dei sanitari del 118. Il cuore dell'uomo si è fermato due volte.

Dopo un primo arresto cardiaco dovuto all'inalazione volontaria del gas contenuto in una bombola, l'intervento dei medici e dei sanitari del 118 arrivati in via Delle Novate nel pomeriggio di ieri era riuscito a far "riprendere" il cuore del 30enne, ma un secondo fatale attacco di cuore arrivato poco prima dell'ingresso al pronto soccorso dell'ospedale Guglielmo da Saliceto si è rivelato fatale. Ai medici del nosocomio piacentino non è rimasto altro da fare che constatarne il decesso. Molto probabilmente, verrà disposta l'autopsia dalla procura della Repubblica per definire le cause del decesso, anche se sembrano esserci pochi dubbi. Come spesso accade, le notizie dal carcere di Piacenza escono con il contagocce.

L'uomo, stando a quanto si apprende, era già in arresto cardiaco ed era riverso vicino ad una bombola del gas. Dopo un primo disperato tentativo di rianimazione, il cuore dell'uomo aveva ripreso a battere. Ma un secondo attacco ha stroncato la vita del detenuto. Gli ultimi dati disponibili sulle casistiche di suicidio al carcere di Piacenza sono del 2013 e li ha forniti il sindacato Uil penitenziari. Questi dati parlano di trentasei tentati suicidi e 235 atti di autolesionismo in un anno. Dati preoccupanti a cui vanno sei tentativi di aggressione a danno degli agenti. Il dato relativo ai tentati suicidi e agli atti di autolesionismo consegnava a Piacenza il terzo posto nella triste classifica nazionale.

Un contesto, quello del carcere piacentino, che sembra farsi sempre più nebuloso con la chiusura del laboratorio di giornalismo che per undici anni ha portato alla pubblicazione del giornale fatto dai detenuti "Sosta forzata", diretto dalla ex vicepresidente dell'Ordine dei giornalisti dell'Emilia-Romagna, Carla Chiappini. Il giornale ha cessato le pubblicazioni ad inizio anno: una chiusura che ha sollevato polemiche. In favore di una maggior "trasparenza del sistema carcerario" e contro la chiusura del giornale sono intervenute le associazioni Articolo 21 e la Federazione nazionale della Stampa Italiana.