di Marcello Tassi
Libertà, 12 maggio 2024
È senza dubbio l’orto più “segreto” di Piacenza, quello coltivato dai detenuti che abitano il carcere delle Novate e sabato 11 maggio ha aperto le sue porte al pubblico di Interno Verde. La seconda edizione del festival dedicato ai giardini più suggestivi e curiosi della città è stata inaugurata con un evento decisamente inusuale, organizzato grazie alla collaborazione della direzione della casa circondariale: una visita guidata - alla quale hanno preso parte una trentina di persone - che ha permesso loro di scoprire la natura che cresce all’interno del muro di cinta dell’istituto, curata e coltivata dai detenuti stessi grazie a un progetto di notevole impatto e significato.
“Ci troviamo all’interno di uno spazio molto delicato - ha spiegato Giulia Nascimbeni di Interno Verde - ma che proprio per questo incarna perfettamente l’anima del nostro progetto, dove il giardino è soltanto un mezzo per raccontare la socialità e le attività che avvengono in questi spazi verdi. È la prima volta che Interno Verde entra nel carcere di Piacenza, un evento per il quale abbiamo ricevuto tantissime richieste di partecipazione”.
“Sentiamo crescere da parte dei piacentini - ha spiegato Maria Gabriella Lusi, direttrice del carcere delle Novate - un interesse positivo e costruttivo nei confronti della nostra realtà e questo, per noi, rappresenta uno stimolo per fare sempre meglio. Il nostro obiettivo primario è il mantenimento della sicurezza penitenziaria e nella misura in cui questo obiettivo diventa compatibile con forme di apertura alla comunità esterna, la casa circondariale risponde sempre presente. Tutto questo attraverso esperienze trattamentali diversificate: oggi, ad esempio, parliamo di lavoro e di attività di volontariato da parte dei detenuti, attraverso la coltivazione di spazi.
Parliamo del progetto Ex Novo, parliamo di vita penitenziaria. Le Novate è una realtà dinamica e che in situazioni come quella odierna ha l’occasione di crescere insieme alla sua città”.
Alle Novate la coltivazione è stata avviata nel 2018, insieme agli operatori della cooperativa L’Orto Botanico, i quali hanno destinato un’area alle verdure più comuni, dalle zucche ai pomodori, e un’area alla serra delle fragole. Da questo spazio, tecnologicamente all’avanguardia, si ricavano ogni anno oltre 4mila chili di frutta. Nel febbraio 2024, inoltre, è stata inaugurata un’ulteriore realtà: il laboratorio di trasformazione agroalimentare, per la preparazione di marmellate, confetture e salse. Il marchio Ex- Novo, che contraddistingue questi prodotti, è già noto ai cittadini. Le fragole si possono acquistare alla Coop, gli ortaggi e il miele si trovano al mercato contadino oppure nel chioschetto in legno posto nei pressi dell’ingresso della Casa Circondariale.
“Per i detenuti - ha aggiunto Fabrizio Ramacci della Cooperativa sociale L’Orto botanico - dedicarsi a questo genere di attività rappresenta un’importante occasione per mettersi alla prova. Entrando a far parte di questo progetto diventano dipendenti a tutti gli effetti, assunti dalla cooperativa: devono quindi cimentarsi con un lavoro vero e proprio. Ricevono un riconoscimento economico, importantissimo perché non tutti i detenuti, al di fuori del carcere, hanno delle famiglie in grado di sostenerli. In altri casi, tale riconoscimento serve a mantenere moglie e figli”.









