Libertà, 23 febbraio 2015
Il carcere sta attivando percorsi di recupero dei detenuti, e non pochi È questo il punto sul quale si sofferma un ampio intervento della direttrice della Casa circondariale, Caterina Zurlo, inviato a Libertà dopo l'intervista rilasciata dal Garante dei detenuti, Romano Gromi.
Anzitutto la direttrice vuol "rassicurare in primis la cittadinanza, e poi anche il Garante dei diritti delle persone private della libertà, che il dettato normativo relativo alle finalità della pena e della carcerazione, che sta nella stessa Costituzione prima ancora che nella Legge, è assolutamente nella testa e nel cuore degli operatori penitenziari".
E prosegue: "se mai si verificasse qualche disagio, non è senz'altro per impostazione culturale, ma per carenza di strumenti, per disposizioni che si eseguono, per situazioni di inopportunità che vanno sanate".
Zurlo elenca poi nella nota per tranquillità di chi ha a cuore le vicende carcerarie, che nella Casa circondariale di Piacenza sono stati attivati: "Un corso di teatro, uno di legatoria, uno di coltivazione di erbe officinali che porterà alla produzione di the, tisane, miele alle erbe, grazie al felice incontro con altra esperienza, attiva da anni, di produzione di miele all'interno, e sta per prendere piede anche un corso di produzione di pasta fresca che porterà il marchio del carcere".
Si sta concludendo, sottolinea ancora Zurlo, un corso di formazione per piastrellisti, tenuto dalla Scuola Edile e grazie al contributo del Comune, "che ha reso possibile il ripristino del locale palestra, prima assai vetusto e oggi rinnovato, e ha permesso di dare professionalità a un gruppo di detenuti, da spendere all'interno oltre che nella vita".
Non è tutto: "È appena il caso di ricordare che nel carcere sono attivi corsi di scuola elementare, media e superiore condotti dagli istituti Calvino e Raineri Marcora - scrive Zurlo - mentre è davvero opportuno segnalare che l'ultimo istituto citato cura un giornale interno, che dà voce ai detenuti e che è anche stato destinatario di premi".
Tra i progetti in vista: "incontri con Scuola e Università al fine di mettere a punto progetti di interazione con i detenuti e cicli di seminari. Tutte esperienze a cui si tiene moltissimo e che si ritiene ricadano nel concetto di rieducazione e socializzazione che il Garante sostiene invece mancare all'interno del carcere". Zurlo non si sofferma invece, se non brevemente, sulla sospensione della testata Sosta Forzata, aveva già dichiarato a Libertà le sopravvenute "difficoltà di approccio e di relazione con la direzione della rivista". In quanto al "dialogo tra uomini liberi e uomini ristretti, nelle forme corrette, si vuole e si ricerca sempre", conclude.











