di Grazia Longo
La Stampa, 17 agosto 2024
Forza Italia spinge per le misure alternative, mentre Fratelli d’Italia frena. L’ipotesi: l’ultimo anno ai domiciliari. Il disegno legge sicurezza continua ad inasprire i rapporti dentro la maggioranza. Se Forza Italia spinge per le misure alternative al carcere, Fratelli d’Italia frena. Il provvedimento, dopo il passaggio in commissione, da settembre arriverà in Aula alla Camera. Ma la battaglia è già in atto e mentre gli azzurri, insieme al Partito Radicale, proseguono con la campagna estiva per visitare gli istituti penitenziari, sul caso interviene direttamente il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Una delle ipotesi alla sua attenzione è proprio quella delle misure alternative al carcere, tra cui i domiciliari o l’affidamento in prova, per i condannati per reati non ostativi, i quali devono scontare pene residue entro un anno. La proposta, emersa già lo scorso 7 agosto in occasione dell’incontro del Guardasigilli con il Garante dei detenuti e gli stessi garanti regionali, punterebbe al contrasto del fenomeno del sovraffollamento carcerario, con un abbassamento di migliaia posti nelle carceri italiane. “Stiamo lavorando per diminuire la popolazione carceraria: far scontare la pena ai detenuti tossicodipendenti presso le comunità”, spiega Nordio, secondo il quale “entro i prossimi due o tre mesi cominceremo a vedere dei risultati”.
Una prospettiva ben vista dal partito di Antonio Tajani. Pietro Pittalis, vicepresidente della commissione Giustizia a Montecitorio e segretario regionale di Forza Italia in Sardegna, ai microfoni del Gr Radio Rai, dichiara: “Che il problema delle carceri sia drammatico non è una novità per noi di Forza Italia ed è la ragione per la quale abbiamo lanciato in queste settimane l’iniziativa “Estate in carcere”. L’obiettivo è monitorare le condizioni degli istituti penitenziari e proporre le soluzioni migliori per alleviare il problema del sovraffollamento e dei suicidi”.
Considerazioni che sono benzina sul fuoco per il sottosegretario alla Giustizia di FdI Andrea Delmastro delle Vedove. In una nota precisa: “Non è nelle corde del cuore del governo una misura che, essendo un colpo di spugna, vanifica e frustra non solo e non tanto le esigenze di sicurezza, quanto e soprattutto la funzione rieducativa della pena. Il tana libera tutti non rieduca, non riabilita, non garantisce sicurezza: è il già tristemente visto e stancamente vissuto del passato e che ci ha regalato l’attuale situazione”. E ancora: “Il governo è impegnato in un imponente piano di edilizia penitenziaria con lo stanziamento di somme mai viste e nel trattamento del detenuto, avendo completamente saturato le piante organiche degli educatori. Trattamento e rieducazione si fanno con gli educatori, non con i colpi di spugna. Il sovraffollamento si combatte con il piano di edilizia carceraria, non con la resa. Le misure alternative alla detenzione già oggi esistono e possono essere richieste alla magistratura che le garantisce ai meritevoli, non alla politica con un provvedimento generalista che altro non sarebbe che l’ennesimo svuota carceri”.
Intanto, sullo sfondo dell’attrito all’interno della maggioranza, continuano a crescere i suicidi in carcere. Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Felice Maurizio D’Ettore, sottolinea che siamo arrivati a quota 63. “Un dato elevato rispetto allo stesso periodo del 2023, in cui si registrarono 44 suicidi (+43,1%) e del 2022 in cui ce ne furono 52 (+17,1%)”.
Ma secondo i sindacati della polizia penitenziaria i numeri sono più alti. Aldo di Giacomo, segretario generale di Spp, stigmatizza: “Il giorno di Ferragosto, nel carcere di Parma, con il suicidio di un giovane detenuto siamo saliti a 67 vittime. Una strage di stato senza il minimo impegno da parte del governo per arginarla. Non ci resta che appellarci al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, da sempre sensibile all’emergenza carceri”.
E dall’opposizione piovono critiche sull’inadeguatezza dell’esecutivo. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, bolla il decreto carcere come “fuffa”. Mentre Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd chiede “un passo indietro di Delmastro. L’esigenza di intervenire sul sovraffollamento delle carceri è sotto gli occhi di tutti, lo stesso ministro Nordio sa che il Dl Carceri è insufficiente. Occorrono misure come la liberazione anticipata speciale, l’applicazione delle pene sostitutive e misure alternative. Faremo inoltre un’interrogazione: pare che Delmastro durante le sue ultime visite in carcere si sia rifiutato di vedere i detenuti, abbia incontrato solo gli agenti penitenziari e abbia addirittura fumato nonostante i divieti”.











