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di Virginia Piccolillo

Corriere della Sera, 4 gennaio 2026

Conte: bocciate le nostre proposte, basta spot. Serracchiani: finora sorpresi in negativo. “Aspettiamo. E speriamo”. Il leader M5S Giuseppe Conte sintetizza così la risposta delle opposizioni all’idea del governo di rilanciare sulla sicurezza chiedendo la collaborazione delle forze di minoranza, viste le critiche ricevute sul tema. Il piano, anticipato ieri dal Corriere, prevede la riedizione, in chiave amministrativa, di norme contro la criminalità, soprattutto giovanile, che erano state stoppate sul piano penale, con la novità che anche i genitori potrebbero essere chiamati in causa per i comportamenti illegali dei minori.

Tanto che ieri la Lega ne ha rivendicato la paternità: “Il nuovo disegno di legge sicurezza, con norme anti maranza e di contrasto alle baby gang, contiene proposte fortemente volute dalla Lega, molte presentate due mesi fa”. Ma nessuno intende offrire deleghe in bianco al governo. “Leggiamo sul Corriere che al penultimo anno di governo Meloni si sarebbe ricordata di presentare un piano per la sicurezza nelle città in Parlamento, dopo che abbiamo alzato la voce. Buongiorno!”, scrive Conte su Facebook.

“Aspettiamo senza pregiudizi misure davvero utili ai cittadini, non spot e misure inutili come quelle viste finora, servite solo a scoraggiare e punire manifestazioni del dissenso dei cittadini”, dice. E sottolinea la bocciatura di “tutte le nostre proposte per aumentare presidi di sicurezza, dai fondi per i protocolli fra Prefettura e Comuni, alla procedibilità d’ufficio per non lasciare impuniti ladri e borseggiatori, fino agli investimenti sulle forze dell’ordine sotto organico mentre buttano quasi 1 miliardo e mandano i nostri agenti in Albania”.

Cautela anche dal Pd. “Siamo aperti a una discussione che non sia meramente repressiva” risponde la responsabile dem giustizia Debora Serracchiani. Che ha co-presieduto un tavolo sicurezza a Bologna - sono stati in particolare i sindaci, in casa dem, a pressare sulla sicurezza - dove è emersa la necessità di interventi incisivi soprattutto contro i reati predatori e le gang di giovani e giovanissimi. “La repressione da sola non serve, lo abbiamo visto con il decreto Caivano che ha riempito di minori gli istituti penitenziari, togliendo loro la messa alla prova anche per reati di lieve entità, parte che la Consulta ha poi bocciato. E dal carcere non si esce migliori”.

Allora su cosa si può convergere? Lei aveva presentato una pdl contro la vendita online di coltelli ai minori, lasciata cadere. “Serve prevenzione, formazione e informazione”, afferma. Carlo Calenda (Azione) lo dice chiaro: “Vediamo cosa ci proporrà il governo, ma se si tratta di inventare nuovi reati, dopo i 49 già creati, siamo contrari. La sicurezza la fanno più carabinieri in giro. Assumiamone diecimila e facciamo formazione, noi ci stiamo”.

Il testo predisposto dal Viminale non è ancora stato valutato dal ministero della Giustizia. La Lega rivendica di aver già proposto alcune misure che sarebbero previste nel ddl, come “la riduzione dei ricongiungimenti familiari dei migranti, l’allontanamento e rimpatrio volontario più veloce ed efficace dei minori stranieri non accompagnati pericolosi, l’estensione dell’ammonimento del questore nei confronti dei 12-14enni con il coinvolgimento dei genitori, la tutela processuale per le forze di polizia, l’aumento delle pene per i furti e il superamento della legge Cartabia per contrastare i borseggi”.

Questo punto, superare l’obbligo di querela di parte per reati prima procedibili d’ufficio, è il più condiviso. L’M5S Cafiero De Raho ha presentato un ddl per modificarlo. Ma va negoziato con Bruxelles, giacché era stata presentata come norma che accelerava la giustizia per ottenere i fondi Pnrr. Accordo possibile anche sulle sanzioni amministrative per i genitori di minori che delinquono, dal ritiro della patente al passaporto. Tutti però attendono un testo da valutare. “Finora - dice Serracchiani - siamo stati sorpresi negativamente”.