sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Andrea Carugati

Il Manifesto, 8 marzo 2026

Il ministro sui magistrati: “Sovvertono il nostro lavoro”. Bonelli: “Il sovversivo è il governo che si ritiene padrone dello Stato”. Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, torna a Bologna per fare campagna sul referendum per la seconda volta in poche settimane. E smette i panni istituzionali per attaccare i magistrati: alcuni di loro, quelli “ideologizzati”, ha detto ieri all’evento della Lega all’hotel Savoia, mettono a rischio il lavoro del governo sull’immigrazione, inclusa la decisione di inviare i migranti nel Cpr in Albania. L’accusa è nello stile di Giorgia Meloni, che non perde giorno per attaccare i magistrati: il lavoro di chi ha perseguito i migranti rischia di “essere sovvertito da una posizione pregiudiziale e ideologica di magistrati impegnati in appartenenze correntizie, che devono fare di questa partita una battaglia ideologica contro le politiche del governo”.

Parole in netto contrasto con l’appello al “rispetto vicendevole” tra istituzioni lanciato a metà febbraio dal presidente della Repubblica Mattarella, dopo che il ministro della giustizia Nordio aveva definito “para-mafioso” il Csm. Piantedosi è un fiume in piena: “Vi sembra normale che alcuni magistrati in servizio facciano anticipazione di giudizio rispetto a provvedimenti normativi che addotta il governo, dicendo praticamente “è inutile che fanno queste leggi perché dei Cpr in Albania non resteranno che macerie, perché queste leggi non verranno mai applicate?”“. E ancora: “Vi sembra normale che questo possa succedere” se si tratta di persone che “hanno violentato o commesso reati efferati e poi vengono rimessi in libertà?”.

Il riferimento, debitamente travisato, è a un’intervista della presidente di Magistratura democratica, Silvia Albano, giudice della Corte d’appello di Roma alla sezione Immigrazione, che aveva denunciato “l’accanimento” del governo sui centri in Albania mentre sulla loro legittimità si deve esprimere la Corte di giustizia Ue e la Corte costituzionale ha espresso dubbi sul trattenimento e sul trasferimento. Al ministro ha replicato Bonelli di Avs: “In democrazia esiste il bilanciamento dei poteri. Chi sovverte, semmai, è il governo che non rispetta la legge e pensa di essere il padrone dello Stato”.

Il ministro dell’Interno lancia anche allarmi sulle piazze, dopo aver definito tutti i manifestanti riuniti alcune settimane fa a Torino, dopo lo sgombero di Askatasuna, come complici degli scontri con le forze di polizia. “Le guerre e le ragioni che ci sono dietro si trasformano in contrapposizioni radicali che si trasferiscono sulla piazza” ha dichiarati Piantedosi. Nel mirino del “monitoraggio” del Viminale la manifestazione organizzata per il 27 e 28 marzo a Roma dal movimento No Kings. Che replica: “Vogliono spaventare chi si prepara a scendere in piazza, una strategia della tensione destinata a fallire.

Il movimento non si fa intimidire dai decreti sicurezza e dall’allarmismo mediatico”. Giovani Barbera del Prc evoca il G8 di Genova: “Come allora, si tenta di costruire un clima di allarme e paura attorno a una manifestazione legittima”. All’evento del Carroccio, la sottosegretaria leghista Borgonzoni (sconfitta alle comunali del 2016 a Bologna), si scaglia contro il sindaco Pd Lepore. “Vogliamo liberare la nostra città da un grande male: Lepore”. “Parole vergognose, toni inaccettabili”, replica il segretario del Pd emiliano Luigi Tosiani.

Altro fronte caldo è il referendum sulla giustizia. Se alzare i toni sull’ordine pubblico non basta, allora serve conquistare i voti per fermare il fronte del No. L’esecutivo ieri ha “arruolato” la Cisl nella campagna per il Sì. La mossa è arrivata all’incontro organizzato a Lecce dal comitato Sì Riforma. In prima fila la segretaria generale Daniela Fumarola ed è stato il sottosegretario Alfredo Mantovano a sottolinearne la presenza. Fumarola ha poi puntualizzato: “Sono qui solo per ascoltare, non diamo indicazioni di voto”. Ma era già la sua seconda presenza a un evento per il sì.