di Francesco Malfetano
La Stampa, 29 giugno 2025
Il ministro dell’Interno: “Mi sfugge quali principi costituzionali siano violati. Circoscrivere il reato di tortura come vuole Salvini? Sì, in un quadro di legalità”. “Mi sembra un esercizio connotato da una forte impostazione ideologica”. Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno ed ex prefetto, difende a spada tratta il “suo” dl Sicurezza, attaccato dalla Cassazione con un collage di interventi pubblicati all’interno del massimario della Corte. “Mi sfugge quali principi della Costituzione violerebbe” spiega rispondendo alle “diverse criticità” segnalate, prima di non dirsi contrario (“In una cornice di legalità”) all’idea di circoscrivere il reato di tortura avanzata dal vicepremier Matteo Salvini.
Ministro, ha letto la relazione della Corte Costituzionale? Che valutazione ne dà? Viene contestato anche il carattere di necessità e urgenza del decreto...
“Non ho avuto tempo di leggere la relazione ma, da come è stata diffusa, mi sembra un esercizio connotato da una forte impostazione ideologica più che da considerazioni di puro diritto. Mi risulta difficile immaginare l’incompatibilità con la nostra Carta costituzionale di norme, tra le altre, tese a proteggere cittadini e Forze di polizia dalle violenze che vengono compiute nelle manifestazioni, oppure tutelare le persone che hanno la necessità e l’urgenza di recarsi a lavoro o in ospedale per esigenze di soccorso. Quanto poi alla scelta della decretazione d’urgenza, se il giudizio sulla legittimità costituzionale fosse limitato all’opinione dell’ufficio del Massimario della Cassazione, allora sì che avrei il timore di vivere in un Paese che ha perduto i fondamentali riferimenti degli equilibri costituzionali tra i poteri. Sono certo che, allorquando le questioni in argomento dovessero essere sollevate in veri e propri procedimenti giudiziari, saranno ben altre le valutazioni che verranno espresse”.
Si contesta, ad esempio, la norma che consente agli agenti sotto copertura di dirigere associazioni eversive senza incorrere in responsabilità penale. Non si rischia di tornare a dinamiche oscure per la storia repubblicana?
“Il nostro Paese è caratterizzato per avere Forze di polizia e Agenzie di intelligence a cui tutti, nel mondo, riconoscono il merito di averci evitato attentati terroristici e derive eversive. Io mantengo la più totale fiducia in loro e la più totale contrapposizione, viceversa, verso le organizzazioni realmente eversive e terroristiche che questa norma vuole contribuire a combattere”.
Rispetto alla possibilità di detenzione per le madri incinte o con figli sotto l’anno di età, la Cassazione parla di “violazione dei principi costituzionali” ...
“È una delle stranezze che rilevo: la norma affida ai giudici la valutazione del caso concreto secondo parametri che tengono conto proprio delle esigenze di protezione del minore. Mi sfugge quale principio costituzionale violerebbe”.
Il vicepremier Salvini ha proposto di “circoscrivere” il reato di tortura e di dotare la polizia penitenziaria di taser. Non le sembra una forzatura?
“Io sono sempre molto d’accordo sull’esigenza di tutelare gli agenti e di dotarli di tutti i possibili strumenti utili per proteggere i cittadini e se stessi, sempre nell’ambito di una cornice di legalità. Anche gli appartenenti alle Forze di polizia sono titolari di diritti umani e, a giudicare dai dati riguardanti i ferimenti e le violenze subite in occasioni di manifestazioni pubbliche o in altre situazioni operative, credo che bisognerebbe preoccuparsi di loro quantomeno al pari di tutti i cittadini”.
Oggi (ieri, ndr) in Ungheria si tiene il Pride in opposizione al divieto imposto da Orbàn. Ci saranno vari esponenti italiani di opposizione, a nessuno del centrodestra. Come mai?
“Non so per gli altri, ma per quanto mi riguarda ho preferito venire nella mia Irpinia per partecipare a un importante convegno sulla figura dello statista Aldo Moro”.
Dalla Libia sono ripresi gli sbarchi e oggi (ieri) sono stati recuperati altri due cadaveri. Rispetto al 2024 i numeri sono in crescita: il modello italiano, tra accordi con i Paesi di partenza e il Protocollo Albania, sta funzionando?
“La Libia sta vivendo un momento difficile ma gli sbarchi nel nostro Paese sono ampiamente al di sotto del 50% rispetto al 2023, primo anno in cui il nostro Governo è stato al lavoro anche su questo dossier. Segno anche questo che il nostro lavoro sta funzionando pure in momenti di grande complessità”.
È in arrivo in Cdm lunedì anche un decreto Flussi. Di che quote parliamo? Ci sarà l’attesa revisione dei criteri?
“È un decreto i cui contenuti di dettaglio sono ancora in discussione in queste ore ma con il quale il Governo proseguirà nella sua ferma determinazione di consentire canali legali di ingresso soprattutto a beneficio di importanti settori della nostra economia. È uno dei pilastri della nostra azione insieme al fermo contrasto agli ingressi gestiti da veri e propri trafficanti di essere umani”.
Dopo le tensioni in Medio Oriente, l’Italia ha innalzato il livello di allerta su obiettivi sensibili. Ci sono segnali di minacce terroristiche?
“Viviamo un momento di grande e rinnovata attenzione ma non credo ci siano presupposti per diffondere allarmismo. Tra gli elementi di fiducia c’è proprio il lavoro delle nostre Forze di polizia e delle Agenzie di intelligence a cui prima le facevo riferimento”.
La procura della Corte penale internazionale contesta all’Italia la mancata collaborazione nel caso Almasri, sostenendo che il rilascio e il rimpatrio dell’ufficiale libico abbiano impedito alla Corte di esercitare le sue funzioni. Può chiarire quale sia stato il ruolo del Viminale? Come risponde alle osservazioni?
“Ho risposto dettagliatamente sul caso ben quattro volte in Parlamento. In quelle circostanze credo di aver delineato in termini chiari le ragioni di tutela dell’interesse nazionale e di protezione dei cittadini italiani. Mi consenta per brevità di rinviarla alla lettura di quanto detto in quelle occasioni, che confermo integralmente”.











