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di Francesco Olivo

La Stampa, 13 ottobre 2024

Il ministro dell’Interno: “Migranti, rafforzare il sistema di espulsioni. Ma da alcuni giudici resistenza ideologica”.

Ministro Piantedosi, il suo collega Giancarlo Giorgetti protesta: bisogna trovare i fondi per la manovra, i ministeri non tagliano a sufficienza e in mancanza di proposte toccherà a lui intervenire. Si sente chiamato in causa?

“Facciamo mestieri diversi. Lui deve dare attenzione alla tenuta dei conti ed è molto bravo a farlo. Io devo garantire la sicurezza dei cittadini mantenendo efficiente un complesso e articolato apparato. In anni trascorsi, con governi precedenti, avere considerato la macchina della sicurezza un fattore di costo e non di investimento si è rivelato una scelta sbagliata, non priva di effetti che ancora adesso fatichiamo ad invertire. Il governo Meloni ha dedicato importanti risorse a tutto il comparto. I cittadini lo hanno capito e gli hanno confermato ampio sostegno alle recenti elezioni europee”.

Forza Italia insiste e chiede l’introduzione dello Ius Scholae, Lega e FdI sono contrari. Cambiare le norme sulla cittadinanza non verrebbe incontro a una società di fatto già cambiata?

“È legittimo valutare di fare un tagliando alla legge sulla cittadinanza che è vecchia di decenni. Questo vale per ogni legge. Detto questo, rifiuto la narrazione di un Paese arroccato e chiuso sul tema, visto che siamo lo Stato che riconosce il numero maggiore di nuove cittadinanze a livello europeo. E questo sia in termini assoluti che, soprattutto, in relazione alla popolazione residente. Il 40% vengono concesse a ragazzi sotto i venti anni. Sarà pertanto difficile che eventuali interventi possano accentuare ancor di più questa nostra maggior disponibilità rispetto ai partner europei. Né il dibattito in corso deve rappresentare un incentivo alle partenze irregolari dei migranti, gestite dai trafficanti, che potrebbero illusoriamente pensare all’inizio di una stagione di porte aperte a tutti”.

Sempre Forza Italia sottolinea come ci siano troppe concessioni di cittadinanza a italiani di terza e quarta generazione. Non è un’anomalia da affrontare?

“Concordo con questa osservazione che è suffragata dai numeri. La cittadinanza deve rappresentare il completamento di un percorso di reale integrazione. Non può essere semplicemente un passaporto conservato in un cassetto”.

I centri in Albania sono pronti? Quando arriveranno i primi migranti?

“Sono pronti e già la prossima settimana potranno iniziare a ospitare gli immigrati irregolari che dovessero partire dal nord Africa”.

Il tribunale di Palermo ha respinto il 90% delle richieste di trattenimento dei migranti. Il decreto Cutro è inapplicabile o credete ci sia ostilità da parte della magistratura?

“Non commento mai i pronunciamenti dei giudici al di fuori degli atti ufficiali, ma sicuramente emerge una tendenza della magistratura di settore su posizioni che non condividiamo proprio in punto di diritto. Le espulsioni di coloro che non hanno diritto si fanno in tutta Europa, e l’Europa stessa si è data l’obiettivo di rafforzare il sistema delle espulsioni. C’è in Europa chi comincia a pensare che sia proprio questo il settore in cui dovrà specializzarsi Frontex, l’Agenzia europea per le frontiere. In Italia abbiamo anticipato la realizzazione di un sistema e l’applicazione di regole che diventeranno diritto europeo, obbligatorio, a partire dal 2026”.

Queste sentenze non rappresentano un problema?

“Ogni resistenza ideologica è destinata ad essere travolta dalla partecipazione all’ordinamento europeo spesso sbandierata proprio da coloro che adesso ci criticano. Sia chiaro che non ci faremo scoraggiare da queste decisioni di alcuni tribunali e contiamo di affermare le nostre ragioni con iniziative tutte interne allo stesso sistema giudiziario, impugnandole e portandole al giudizio delle massime giurisdizioni del nostro Paese”.

Matteo Salvini ha accusato i pm del processo Open Arms e lei lo ha difeso pubblicamente. A pochi giorni dalla sentenza di primo grado, queste polemiche non rappresentano una interferenza politica?

“Non si tratta di difendere Salvini, che è in grado di farlo benissimo da solo. Il vero cortocircuito istituzionale si è verificato quando è stata consegnata alla giurisdizione penale la linea politica, criticabile o meno, legittimamente espressa da un governo. Non è un’accusa alla magistratura, che fa il suo lavoro in base a quello che le è stato consegnato da gruppi parlamentari dell’epoca che, peraltro, in analoghi casi precedenti si erano determinati in senso contrario”.

Il Viminale ha tagliato i fondi alle associazioni di ex deportati e di perseguitati del fascismo in nome di una norma che lega il finanziamento al numero di iscritti. Correggerete questo automatismo?

“La risposta è nell’automatismo che lei stesso ha evidenziato, imposto da regole vigenti che non abbiamo varato noi. Da parte del Governo non c’è alcuna intenzione di indebolire l’esercizio della memoria su pagine importantissime della nostra storia. Proprio grazie a una mia iniziativa quest’anno è stata concessa a una delle associazioni interessate la Medaglia d’oro al merito civile, dopo tanti anni che era stata dimenticata da governi precedenti. Garantiremo comunque sempre un adeguato sostegno a tutte le realtà che operano in tale ambito”.

Il caso dei dossieraggi la preoccupa? Si tratta di qualche mela marcia o crede ci sia qualcosa di più inquietante?

“La risposta a questa domanda la daranno le autorità giudiziarie che stanno svolgendo i necessari approfondimenti. Certo è inquietante che ci fosse un così sistematico voyeurismo finalizzato a possibili dossieraggi, che ha riguardato soprattutto persone espressione di specifiche parti politiche. È molto importante che si faccia chiarezza e so che si sta lavorando in questa direzione”.

Giuristi e opposizioni accusano il governo di limitare il diritto di manifestare con il ddl sicurezza passato alla Camera. Un allarme giustificato?

“Nulla di più falso. Non c’è alcuna compressione del diritto a manifestare per come è garantito dalla nostra Costituzione. Con l’intervento normativo recentemente approvato da un ramo del Parlamento si è voluto semplicemente meglio tutelare i diritti delle persone più vulnerabili, quelle che la mattina escono di casa per andare a lavorare, per andare a scuola o che talvolta devono fare urgente ricorso a cure mediche e che vedono questi diritti impediti talvolta da iniziative estemporanee e improvvisate”.