sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Marina Della Croce

Il Manifesto, 21 luglio 2026

Una settimana dopo aver presentato il nuovo ddl Sicurezza, che mette nel mirino le fantomatiche “baby gang”, il Viminale ha dato ieri mattina la prima prova di esibizione muscolare in materia. All’alba la polizia ha fatto sapere di aver condotto una “maxi-operazione di contrasto alla criminalità giovanile” in tutta Italia. I controlli sono avvenuti in 44 province, tra cui tutte le principali città, e complessivamente sono state perquisite 190mila persone, nelle “zone dello spaccio” e della “movida”. Di qui sono venuti 539 arresti, di cui 47 minorenni, e 954 persone denunciate. Solo a Milano sono state portate in carcere 164 persone, e delle oltre 80mila controllate più di un terzo (32mila) erano di origine straniera. Nel corso dell’operazione sono stati anche setacciati i social: sono stati controllati quasi mille profili “inneggianti all’odio e alla violenza fisica, anche contro le forze dell’ordine”. Ad ogni modo, dei 973 tracciati ben due sono stati segnalati alle autorità giudiziarie per l’oscuramento.

All’avvio della lunga campagna elettorale che porta al 2027, il centrodestra ha già scelto la “sicurezza” come cavallo di battaglia, un evergreen ma con sempre meno remore. Piantedosi ieri ha ringraziato le forze dell’ordine per aver “affrontato situazioni ad alto rischio e fornito risposte concrete”. “Nessuna tolleranza e zero impunità per la criminalità giovanile, avanti così”, hanno esultato ieri i sottosegretari leghisti a Interno e Giustizia Nicola Molteni e Andrea Ostellari. Il caso del gioielliere Mario Roggero (ieri difeso anche da Elon Musk: “Dovrebbero essere condannati giudice e pm!”) ha fornito il terreno per accelerare anche su un altro fronte, il risarcimento per le vittime che stavano commettendo un reato. La norma, che lo esclude nei casi di violenza sessuale, furto e rapina, è contenuta nell’ultimo ddl Sicurezza, ma la maggioranza potrebbe provare a inserirla già come emendamento al decreto Patto Ue che è ora in Senato. La Lega ieri ha rilanciato anche sull’abbassamento dell’età imputabile dai 14 ai 13 anni, nonostante il decreto Caivano abbia reso sovraffollati negli ultimi anni anche gli istituti minorili. La proposta si trova ora a Montecitorio, ma non porta la firma del Carroccio: è stata depositata mesi fa da Marta Fascina di Forza Italia, unica proposta a suo nome, e solo poche settimane è stata incardinata in commissione Giustizia, in concomitanza con la nuova stretta sulla cittadinanza che dovrebbe andare in Aula entro la pausa estiva dei lavori di Montecitorio.