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di Renzo Franco

cuneo24.it, 19 agosto 2026

“Massima solidarietà agli agenti, ma analizziamo le cause”. Dopo gli episodi a Torino e a Saluzzo la Garante getta il faro sulle condizioni dentro le strutture. Formaiano esprime solidarietà agli agenti feriti a Saluzzo e Torino e chiede interventi strutturali: più personale, formazione adeguata e continuità delle attività trattamentali. Due istituti penitenziari piemontesi, Saluzzo e Torino, teatro di gravi episodi di aggressione ai danni di una vice Comandante e di agenti della Polizia Penitenziaria. Episodi che hanno spinto Monica Formaiano, Garante regionale delle persone detenute, a intervenire pubblicamente con una presa di posizione netta, che non si limita alla condanna dei fatti ma chiede di affrontarne le cause profonde.

“Piena solidarietà, vicinanza e un sincero augurio di pronta guarigione alla dirigente e agli agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria coinvolti nei recenti e gravi episodi di aggressione”, dichiara Formaiano, che al contempo mette in guardia dal rischio di trattare questi eventi come fatti isolati.

La Garante individua un insieme di fattori strutturali capaci di alimentare tensioni e conflittualità all’interno delle strutture detentive: condizioni non sempre adeguate degli spazi, difficoltà nella gestione di detenuti con particolari fragilità, e la riduzione - più marcata nel periodo estivo - delle attività trattamentali e del personale in servizio. “Ogni episodio di violenza deve essere condannato con fermezza e non può essere considerato un fatto normale”, sottolinea Formaiano, richiamando la necessità di accertare rapidamente le circostanze degli accadimenti e di mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro degli appartenenti al Corpo.

Un passaggio centrale del suo intervento riguarda il rapporto tra sicurezza e diritti dei detenuti, che la Garante rifiuta di presentare come obiettivi contrapposti: “La tutela della dignità e dei diritti delle persone detenute non è in contrapposizione con la tutela della sicurezza degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Sono obiettivi strettamente connessi e interdipendenti”. Da qui la richiesta di non fermarsi alla gestione dell’emergenza contingente, ma di intervenire in modo organico sulle criticità del sistema penitenziario piemontese: più personale, formazione mirata, strutture più funzionali e una continuità delle attività trattamentali che non venga meno nei mesi estivi. “La sicurezza non può essere affidata soltanto alla capacità degli operatori di fronteggiare le emergenze. Deve essere costruita ogni giorno attraverso risorse, professionalità, prevenzione e attenzione alle condizioni complessive degli istituti”, conclude Formaiano.