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di Elisa Sola

La Stampa, 10 luglio 2026

A Ivrea, Cuneo, Vercelli e Alessandria ci sono uffici in cui manca oltre la metà del personale. A Verbania il presidente del tribunale ha avvertito il ministero: ridurrà le udienze. Un disservizio per il cittadino. Palazzi da cui cadono pezzi, come ad Alessandria. Uffici piccoli e poco sicuri, dove non è difficile lanciare una bomba, eppure affittati a caro prezzo. Succede a Ivrea. Palazzi a pezzi sommersi da migliaia di fascicoli, con il personale ridotto all’osso. Nei tribunali di Ivrea e Alessandria manca il 51 percento dei lavoratori necessari: cancellieri, assistenti, segretari. Negli uffici di sorveglianza di Vercelli e Cuneo la scopertura sfiora il 56 percento. A Verbania, dove prima c’erano nove impiegati assunti con i fondi Pnrr, dopo l’ultima “stabilizzazione” di precari e la loro redistribuzione annunciata in fretta e furia sei ore prima della presa in carico, ne sono rimasti solo tre. Non va molto meglio a Torino, dove l’ufficio della Corte d’appello ha il 34 percento in meno del personale che serve.

È un quadro caotico e desolante, quello che emerge dagli ultimi atti inviati o illustrati al ministero della giustizia e al Csm. Il buco nero del personale che non c’è, ora è a un livello tale che si rischia la paralisi. Il presidente del tribunale di Verbania, Gianni Macchioni, ha scritto una lettera quasi disperata al ministero. “Saremo costretti a ridurre le udienze”, il senso della missiva. Non può fare altro, senza persone in servizio.

Di questo quadro tragico, di una giustizia che in Piemonte rischia il collasso per mancanza di lavoratori e strutture, è stato fatto un riferimento, ieri mattina, da Alessandra Bassi, presidente della corte d’appello di Torino. Bassi è stata sentita davanti alla commissione giustizia della Camera dei deputati riguardo al disegno di legge Nordio sulla modifica delle circoscrizioni giudiziarie. Il governo punta a fare risorgere tribunali molto piccoli, come Bassano del Grappa o sezioni distaccate come Lipari. Ma intanto, soprattutto al Nord, ha spiegato Bassi, ci sono strutture grandi che sono in affanno perché mancano cancellieri, segretari, assistenti. E, anche se in misura minore, magistrati.

Nel distretto della corte d’appello di Torino le percentuali di scopertura del personale sono in certi casi superiori al 50 percento. Si tratta del distretto più grande d’Italia, con dieci tribunali ordinari tra Piemonte e Valle d’Aosta. Mancano gli impiegati e anche i giudici. Il tempo di definizione dei processi penali di Ivrea è passato da 129 giorni nel 2023 a 1.056 giorni nel 2025. I carichi di lavoro sono impossibili da gestire. A Ivrea ogni magistrato ha 688 procedimenti e 617 pendenti. Sono flussi superiori alla media nazionale. Li gestiscono lavoratori che resistono, ma non si sa per quanto.