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di Renzo Franco

cuneo24.it, 10 marzo 2026

Le consigliere regionali Ravinale, Marro e Cera criticano la partecipazione della garante a iniziative di partito mentre crescono le criticità nel sistema penitenziario piemontese. Monica Formaiano, avvocata nominata garante regionale delle persone private della libertà personale su indicazione di Fratelli d’Italia, finisce nel mirino delle opposizioni. Le consigliere regionali piemontesi di Alleanza Verdi Sinistra Alice Ravinale, Giulia Marro e Valentina Cera l’accusano di partecipare ad iniziative di partito e di scattarsi selfie sorridenti con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro - il politico che ha la delega diretta al Dap, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - mentre carceri, istituti penitenziari e centri di permanenza per i rimpatri della regione versano in condizioni sempre più critiche.

“Il ruolo della garante non è accompagnare le iniziative della politica né fare da spalla alla propaganda governativa”, attaccano le tre consigliere in una nota congiunta. “Se la maggioranza avesse un minimo rispetto delle istituzioni, si vergognerebbe e chiederebbe a Formaiano un passo indietro”. Tra i casi più recenti e simbolici c’è quello di Saluzzo, dove il Dap ha vietato l’ingresso degli studenti nel carcere di alta sicurezza, interrompendo un progetto educativo attivo da oltre quindici anni. L’iniziativa, costruita nel tempo grazie alla collaborazione tra scuola, volontariato, operatori penitenziari e territorio nell’ambito delle attività legate al Salone del Libro, aveva trasformato l’istituto saluzzese in uno dei più avanzati in Piemonte sul fronte delle attività trattamentali. “Bloccare questo percorso significa mettere in discussione uno dei pochi esempi concreti di applicazione della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione”, scrivono le consigliere.

Ma non solo Saluzzo. Ad Alessandria cresce l’allarme per il futuro del carcere di San Michele. Il Governo starebbe valutando la trasformazione della struttura in istituto destinato al regime speciale del 41-bis, con l’arrivo di circa 150 detenuti sottoposti al carcere duro. Una scelta che, secondo AVS, rischierebbe di cancellare anni di lavoro sul rapporto tra istituzione penitenziaria e territorio. Sul futuro dell’istituto, nonostante le richieste formalizzate a ogni livello istituzionale, il Ministero non ha ancora fornito risposte chiare. Delmastro, in una recente visita ad Alessandria, ha invece parlato di investimenti sul carcere Don Soria, struttura che le consigliere definiscono “fatiscente e inadeguata, che andrebbe chiusa”.

Resta aperta anche la questione del CPR, il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Torino, in corso Brunelleschi. Nelle ultime settimane osservatori e visite istituzionali hanno segnalato un clima di tensione altissima, con numerosi episodi di autolesionismo e casi di grave disagio psichico tra le persone trattenute. AVS sottolinea che la garante Formaiano non avrebbe mai visitato la struttura, “nonostante la gravità della situazione e la recente condanna relativa alla morte di Moussa Balde”, il giovane guineano deceduto nel CPR torinese nel 2021.

Le tre consigliere riferiscono di aver già effettuato sette sopralluoghi nelle strutture detentive piemontesi dall’inizio dell’anno. “Ogni volta è peggio: il sistema sta soffocando”, scrivono. Per questo hanno chiesto al Presidente del Consiglio Regionale di convocare nuovamente un Consiglio aperto sulle condizioni del carcere e sul lavoro della polizia penitenziaria, riunito l’ultima volta nel novembre 2024. “Quando il sistema penitenziario entra in crisi”, concludono, “il silenzio delle istituzioni non è neutralità: è una responsabilità”.