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La Stampa, 9 settembre 2026

Sappe, Osapp, Uil e Uspp bocciano la gestione nella Regione ma anche in Liguria e Valle d’Aosta: “Carenza di organico e sovraffollamento record”. Le denunce dei sindacati per carenza di organico e sovraffollamento si avvicendano da tempo. Per Sappe, Osapp, Uil e Uspp la situazione nelle carceri piemontesi è giunta al limite, tanto da spingerli a sfiduciare il Provveditore e chiederne la rimozione. Non solo in Piemonte, ma anche in Liguria e Valle d’Aosta. I sindacati chiedono al capo del Dap di valutare “con la massima urgenza” l’avvicendamento dell’attuale provveditore. “È una valutazione sindacale formale, unitaria e maturata nel tempo - affermano i gruppi sindacali. La contestazione non ha carattere personale”.

I dati - Secondo Sappe, Osapp, Uil e Uspp, dall’ultimo corso di formazione sono state assegnate all’intero distretto appena 30 unità di polizia penitenziaria, un numero che non sarebbe sufficiente neppure a compensare il turnover. In Piemonte, al 31 agosto, risultavano 4.445 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 3.978 posti e circa 2.616 agenti rispetto a una dotazione prevista di 3.071, con una carenza di circa 455 unità, quasi il 15%. Particolare attenzione viene dedicata al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dove i sindacati indicano 58 aggressioni al personale dall’inizio dell’anno. Una situazione che, insieme alle criticità segnalate a Ivrea, Cuneo, Vercelli e Aosta, viene indicata come il segnale di una sofferenza ormai strutturale del sistema piemontese.

La situazione in Liguria - Critica anche la situazione in Liguria, dove vengono segnalati 1.498 detenuti per 1.111 posti regolamentari, con un tasso di affollamento vicino al 135%, e una carenza di circa 154 agenti rispetto ai 977 previsti. A Genova Marassi i detenuti sono circa 690 per poco più di 530 posti. I sindacati denunciano inoltre un “aumento vertiginoso” dei procedimenti disciplinari e chiedono al Dipartimento di verificare anche le segnalazioni secondo cui i sistemi di videosorveglianza degli istituti sarebbero stati utilizzati per il controllo del personale e ai fini disciplinari. “Occorre una discontinuità gestionale e un effettivo cambio di passo”, sostengono Sappe, Osapp, Uil e Uspp, che chiedono un confronto urgente con i vertici del Dap e annunciano, in assenza di risposte concrete, la possibilità di iniziative unitarie di mobilitazione e protesta.