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di Andrea Scutellà

La Sentinella del Canavese, 8 marzo 2026

Promuovere e tutelare i diritti delle persone private della libertà personale, con particolare attenzione alle pari opportunità e al contrasto di ogni forma di discriminazione all’interno degli istituti penitenziari. Promuovere e tutelare i diritti delle persone private della libertà personale, con particolare attenzione alle pari opportunità e al contrasto di ogni forma di discriminazione all’interno degli istituti penitenziari. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato mercoledì 4 in Regione tra la Garante dei detenuti Monica Formaiano e la presidente della Commissione regionale per le pari opportunità Maria Rosa Porta. L’accordo, della durata di tre anni e rinnovabile, rappresenta una novità a livello nazionale e punta a rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni per promuovere una cultura del rispetto dei diritti delle persone detenute, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità.

Ad aprire l’incontro è stato il componente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale Mario Salvatore Castello, che ha portato il saluto dell’Assemblea sottolineando “la necessità di unire le forze per l’inclusione delle persone detenute sia durante l’esecuzione della pena sia nel momento del ritorno alla vita sociale”. Il protocollo prevede iniziative congiunte all’interno delle carceri per contrastare discriminazioni dirette e indirette legate al genere o ad altre condizioni personali e sociali. Tra gli obiettivi indicati figurano il miglioramento delle condizioni di vita negli istituti di detenzione e la promozione di percorsi di inclusione sociale, culturale e lavorativa, fondamentali per favorire il reinserimento dopo la detenzione.

“Con questo protocollo - ha spiegato Monica Formaiano - intendiamo dare maggiore concretezza ai diritti fondamentali delle persone detenute, in particolare delle donne e delle madri recluse nelle sezioni femminili degli istituti penitenziari di Torino e Vercelli”. Una realtà minoritaria rispetto al totale della popolazione carceraria ma che, ha ricordato la Garante, “non sempre dispone di servizi adeguati e specifici”.

La collaborazione potrà svilupparsi in diversi ambiti: dallo scambio di dati e buone pratiche alla realizzazione di studi e monitoraggi sulle condizioni di detenzione in un’ottica di genere, fino alla promozione di attività formative rivolte al personale penitenziario, agli operatori e agli stessi detenuti. Previste anche iniziative pubbliche come incontri, seminari e campagne di sensibilizzazione. “Con questa intesa - ha aggiunto Maria Rosa Porta - vogliamo lavorare per superare le discriminazioni di genere e favorire una reale cultura della parità”.

Nel sistema carcerario, ha osservato, molte donne vivono infatti “una doppia fragilità legata alla genitorialità e alle difficoltà di reinserimento lavorativo”. Per l’attuazione del protocollo è prevista anche la possibilità di istituire un tavolo di coordinamento incaricato di programmare le attività e monitorarne l’avanzamento. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i consiglieri regionali Debora Biglia, Alessandra Binzoni, Giulia Marro e Gianna Pentenero, oltre ai garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza Giovanni Ravalli e per i diritti degli animali Paolo Guiso.