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di Giulia Ricci

La Stampa, 4 agosto 2025

Monica Gallo lascia dopo due mandati. Tra i candidati spiccano l’ex garante regionale e Pietro Buffa, ex direttore della casa circondariale di Torino. Ma anche Berardinella (esperta Ue in radicalizzazioni) e Franchitti, educatrice di grande esperienza. L’ex Garante dei detenuti in Piemonte Bruno Mellano punta al Comune di Torino. Ma a “sfidarlo” c’è Pietro Buffa, già direttore di quattro carceri e provveditore. La scorsa settimana, nelle mail dei capigruppo a Palazzo Civico, è arrivato l’elenco dei candidati (attraverso un avviso pubblico) alla successione della Garante Monica Gallo, che dopo due mandati sta lavorando in regime di prorogatio. Sarà il sindaco Stefano Lo Russo, dopo un confronto con i leader dei partiti e le indicazioni dell’ufficio Nomine, a scegliere chi si occuperà dei detenuti dei penitenziari torinesi. La decisione è prevista per settembre.

Mellano tra polemiche e consenso - Nell’elenco dei candidati spicca Mellano, finito sotto la scure degli attacchi di Fratelli d’Italia, accusato di “strabismo ideologico”, ma difeso dai Garanti nazionali e dalla Camera penale. Forse anche per volontà di continuare il suo lavoro nel capoluogo piemontese, il radicale ha mantenuto toni bassi e spirito collaborativo con Monica Formaiano, sua successora.

Il curriculum di Pietro Buffa - Tra i favoriti per il ruolo c’è Buffa, con un dottorato, monografie e una lunga carriera nelle carceri: direttore presso la Casa circondariale di Asti, Alessandria, Saluzzo e Torino, poi dirigente generale e provveditore regionale in Emilia-Romagna, Lombardia, Triveneto e Piemonte-Valle d’Aosta. Tuttavia, proprio la sua esperienza come direttore sta suscitando perplessità nel centrosinistra, trattandosi di un ruolo più vicino alla Polizia penitenziaria che ai detenuti - una prospettiva che Fratelli d’Italia apprezzerebbe per un Garante.

Outsider di peso - Tra i candidati spiccano anche outsider con curriculum di rilievo.

Diletta Berardinelli, esperta del “Knowledge hub on prevention of radicalisation” della Commissione europea, consulente del consorzio Open per il reinserimento socio-lavorativo, già coordinatrice del gruppo di lavoro Prisons a Bruxelles, con focus sulla lotta agli estremismi. Augusto Fierro, avvocato penalista, Difensore civico della Regione Piemonte dal 2015 al 2021. Maria Franchitti, educatrice in carcere da oltre 30 anni, già responsabile dell’Icam (Istituto di custodia attenuata per madri) della città, con un lavoro centrato sulla vita delle donne e dei loro bambini in carcere.

Candidature escluse per mancanza requisiti - Non mancano i candidati privi dei requisiti richiesti da regolamento: “persone residenti nel Comune di Torino d’indiscusso prestigio e di notoria fama nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, ovvero delle attività sociali negli Istituti di prevenzione e pena”. Tra questi, Valentina Noya, direttrice del festival LiberAzioni e progettista culturale al Museo del Cinema; Paola Matossi L’Orsa, già direttrice di comunicazione del Museo Egizio; Michele Miravalle, consigliere comunale di Asti, avvocato e collaboratore dell’associazione Antigone; Chiara Squarcione, psicologa e “militante radicale”.