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di Raphael Zanotti

La Stampa, 30 dicembre 2022

Nelle carceri del Piemonte, al 31 novembre scorso, c’erano 4.125 detenuti per una capienza massima di 3.998. Il sovraffollamento è da sempre un problema. Ora arriveranno soldi e finanziamenti, ma i garanti dei detenuti in Piemonte mettono in guardia: questi soldi bisogna usarli bene perché le carceri attuali, vecchi e obsolete, hanno ancora spazi inutilizzati. “Non è tollerabile scoprire che ad Asti ci siano 5 stanze dell’area infermieri che non vengono utilizzati, oppure che ci siano locali abbandonati perché ci piove dentro e non ci sono i soldi per le riparazioni, torniamo a insistere perché sia fatto un monitoraggio e una valutazione affinché questi soldi vengano usati bene” ha dichiarato questa mattina Bruno Mellano, garante dei detenuti del Piemonte.

L’occasione, la presentazione del dossier “Gli spazi del carcere contemporaneo”, ha permesso ai garanti piemontesi di affrontare il tema dei finanziamenti e della situazione delle 13 case circondariali piemontesi. Per le carceri di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è prevista una linea di finanziamento di un milione di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Ed è su questo che Mellano ha sollevato il tema dell’inutilizzo degli spazi prima di cominciare a pensare alla costruzione di nuovi edifici. Il problema, infatti, si “mangia” circa 200 stanze per circa 315 unità per i detenuti.

Al Ferrante Aporti, la casa di detenzione minorile, arriveranno invece 25 milioni di euro per lavori di ristrutturazione. Una quota cospicua dei 100 milioni di euro dei fondi europei che arriveranno anche gli istituti di Roma, Bologna e Benevento. Fondi per migliorare architettura, servizi, estetica e visibilità della struttura di corso Unione Sovietica. Negli scorsi mesi è stata bandita una gara europea in modo da selezionare il progettista delle opere previste, progettista individuato a luglio. Nei prossimi mesi verrà quindi elaborato il progetto che sarà la base per il bando dei lavori di adeguamento sismico, consolidamento strutturale, riqualificazione energetica, ottimizzazione degli spazi esistenti e nuove costruzioni (come la sezione di custodia attenuata), oltre a cantieri per rivedere le aree esterne. Le linee progettuali tengono conto anche di spazi polifunzionali e luoghi adatti alle visite prolungate dei giovani detenuti, oltre alla riqualificazione degli spazi per gli agenti di polizia penitenziaria.

La riqualificazione è un tassello fondamentale per migliorare le condizioni di vita all’interno delle carceri piemontesi, problema urgente considerando il numero di suicidi avvenuti negli ultimi mesi. Un fenomeno che investe lo stesso Piemonte con cinque episodi nel 2022, quattro al Lorusso e Cutugno di Torino e uno al carcere di Saluzzo, tutti da luglio in poi. Si tratta di numeri in crescita: nel 2020 si erano infatti uccisi quattro detenuti e nel 2019 erano stati tre. Proprio ieri il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo a un’interpellanza presentata dal deputato di Sinistra Italiana e Verdi, Marco Grimaldi, aveva annunciato di aver avviato un’indagine interna sulle morti di due detenuti torinesi: Tecca Gambe e Alessandro Gaffoglio.