di Andrea Gatta
La Repubblica, 27 marzo 2025
FdI rivendica la nomina del successore di Mellano, appello di 24 esperti che chiedono di scegliere un nome per merito e competenza sul campo. Ventiquattro garanti ed ex garanti dei detenuti delle città che ospitano carceri scrivono alla Regione per chiedere “una trasparente valutazione dei candidati” in vista della nomina del nuovo titolare regionale della carica. L’attuale garante, il radicale Bruno Mellano che fu votato dal centrosinistra e confermato nel primo quinquennio Cirio, non può più essere indicato perché ha terminato i mandati a disposizione. Nel gioco interno del centrodestra, la designazione spetta a Fratelli d’Italia che la rivendica fin dal post elezione, anche su spinta della vicepresidente Elena Chiorino. Non solo: recentemente, all’interno del gruppo regionale (la nomina è di competenza del Consiglio), si è discusso anche del nome dell’ex magistrato Antonio Rinaudo, per altro già in corsa per l’Orecol, l’organismo anti-corruzione del Grattacielo.
A presentare il curriculum, nel bando che si è chiuso una settimana fa, sono stati in 19. Fra questi, quattro sono attualmente garanti territoriali: Nathalie Pisano a Novara, Raffaele Orso Giacone a Ivrea, Pietro Luca Oddo a Vercelli, Michela Revelli a Fossano. Cinque sono persone che hanno ricoperto l’incarico in passato: Sonia Caronni a Biella, Rosanna Degiovanni a Fossano, Alessandro Prandi ad Alba, Bruna Chiotti a Saluzzo, Roswitha Flaibani a Vercelli. Ci sono queste nove firme, insieme ad altre 15 di garanti ex garanti (fra cui l’attuale responsabile di Torino Monica Gallo), in calce alla lettera aperta inviata all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale e alla commissione nomine che dovrà decidere il successore di Mellano.
Il senso della missiva è chiaro: la politica scelga guardando merito e competenze e non in base ad altre logiche. “La rete regionale dei Garanti ha potuto portare avanti e sollecitare un sempre migliore approccio verso le condizioni di detenzione, per l’attuazione di una vera risocializzazione delle persone ristrette e per la tutela della dignità e dei diritti dei cittadini ristretti” scrivono, ricordando che il Piemonte “è l’unica regione italiana che ha registrato l’istituzione e la nomina di un garante comunale per ciascuna delle 12 città sede di carcere”.
La lettera, aggiungono, contiene “una pubblica esortazione alla commissione nomine del Consiglio regionale, affinché proceda a un’attenta valutazione di coloro che in questi giorni hanno presentato la propria candidatura, con l’intento collaborativo di sottolineare come il lavoro che una o uno di loro sarà chiamato a svolgere necessita di un’approfondita conoscenza dei vari ambiti di privazione o limitazione della libertà e in particolare del sistema penitenziario nel suo insieme e dei singoli istituti di pena in specifico”. Il ruolo dunque, “non può in alcun modo essere equiparato ad una semplice valutazione di titoli”, e la scelta andrà compiuta “non solo sulle carte, ma anche considerando il background” e la “formazione culturale, sociale ed empatica nei confronti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà e della comunità penitenziaria, fatta di detenuti e detenenti”.










