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www.targatocn.it, 20 marzo 2015

 

"Il 41bis e l'isolamento diurno non possono non aver inciso sul suicidio dell'ergastolano del Cerialdo di Cuneo". Lo scrive in una nota inviata in redazione il Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Bruno Mellano a margine della morte di Palmerino Gargiulo.

L'avvocato Alessandro Ricci del foro di Perugia, difensore dell'ergastolano Palmerino Gargiulo, il 53enne detenuto presso il carcere del Cerialdo di Cuneo e morto suicida nella propria cella, dove trascorreva le sue ore in solitudine essendo sottoposto a regime di 41bis da tempo, aveva "segnalato le criticità psico-fisiche in cui si trovava e che, a nostro inascoltato avviso, lo rendevano incompatibile con il regime 41-bis. Ma tant'è".

Lo scrive in una nota inviata in redazione il Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Bruno Mellano.

"Personalmente - scrive Mellano - non ho avuto segnalazioni dirette o indirette sulla situazione specifica del signor Gargiulo: ho visitato la Casa Circondariale di Cuneo l'11 agosto, il 16 e il 23 dicembre 2014, il 27 febbraio 2015 e sono in contatto con il Direttore Claudio Mazzeo a cui ho già da tempo preannunciato una nuova specifica visita ispettiva che tenga conto dell'interpretazione restrittiva data dal Ministero in merito alla possibilità di effettuare colloqui riservati personali da parte del Garante con i detenuti del 41-bis.

Interpretazione che - come coordinamento nazionale dei Garanti - abbiamo contestato direttamente con il Ministro Orlando perché non corrispondente al senso e al ruolo di una figura terza di garanzia, come quella promessa dall'Italia alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. I detenuti possono comunque scrivere missive riservate indirizzate all'Ufficio del Garante.

Da Cuneo ho ricevuto la scorsa settimana una decina di telegrammi di detenuti 41bis con richiesta di colloquio che però non potrò effettuare (nelle visite ispettive posso fare una ricognizione della struttura e della situazione logistica senza soffermarmi sulle specifiche situazioni giuridiche) per l'interpretazione restrittiva di una circolare ministeriale che il Direttore è chiamato ad applicare".

Il regime del 41bis e tutto quanto compete ai detenuti di questo particolare "carcere nel carcere", supera la competenza territoriale del Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria e della stessa Direzione dell'Istituto che ospita i reclusi. Tutto è deciso a Roma, direttamente dal Dipartimento centrale dell'Amministrazione Penitenziaria, persino la custodia in carcere è assicurata dai Gruppi Operativi Speciali.

Palmerino Gargiulo dopo anni di detenzione nel carcere de L'Aquila aveva ottenuto dal Magistrato di Sorveglianza di riferimento la revoca dell'ulteriore aggravio di pena corrispondente all'isolamento diurno. Con il trasferimento a Cuneo, nonostante le richieste in tal senso degli avvocati, era tornato alla condizione dell'isolamento anche diurno, e questo - sostiene il Garante - "indubbiamente non può non aver inciso sulla situazione psico-fisica del detenuto".

In Piemonte i detenuti in regime di 41-bis sono 90 a Cuneo e 90 a Novara, ma da tempo si parla di un possibile, probabile spostamento delle due sezioni nelle nuove strutture speciali aperte in Sardegna, in particolare a Cagliari - Uva e a Sassari.

"Un suicidio - conclude Mellano - fa sempre, comunque riflettere: una persona che si toglie la vita nel momento in cui si trova "ospite" di una struttura totale come il carcere e in più è sottoposto ad un particolare regime di capillare controllo e limitazione della propria libertà non può che far pensare al fallimento del mandato costituzionale per cui la detenzione è volta al recupero e alla rieducazione del condannato".