di Teresa Cioffi
Corriere di Torino, 23 luglio 2025
Monica Formaiano, nuova Garante regionale dei diritti dei detenuti: “Immagino una realtà carceraria più umana, sia per quanto riguarda i detenuti che per gli agenti della penitenziaria”. Sono queste le premesse di Monica Formaiano, la nuova garante regionale nominata ieri dalla giunta Cirio. Avvocata di Alessandria, ricoprirà il ruolo che è stato affidato a Bruno Mellano per undici anni. “Aspettiamo la firma del presidente Cirio - dice. Ovviamente si parla di una grande responsabilità. Un conto è approcciarsi al mondo penitenziario con l’occhio garantista del professionista, un altro è guardarlo a 360 gradi”.
Attiva nel mondo dell’associazionismo (ma mai in realtà legate ai diritti dei detenuti), ha tentato il salto politico candidandosi alle ultime regionali con Fratelli d’italia. “Delmastro? No, ancora non l’ho sentito. Cosa rispondo a chi sostiene che la mia nomina sia strettamente politica? Spero di farmi conoscere per i fatti, e non ritengo di dover aggiungere altro”. Si attendono i dati aggiornati sulla situazione delle carceri piemontesi, che verranno presentati domani a Palazzo Lascaris con il nuovo rapporto Antigone. Intanto, il dato più recente relativo al sovraffollamento parla di 4.500 detenuti a fronte di 3.979 posti. E continuano a mancare gli agenti di polizia penitenziaria, educatori e psicologi. “Per definire una progettualità avrò bisogno di avere il polso della situazione e, per farlo, sarà necessario visitare le carceri della regione. Mi interfaccerò con i vari garanti” dice Monica Formaiano che, però, un’idea a lungo a termine l’avrebbe già.
“Parliamo di persone. Le capacità e i risultati arriveranno con il tempo, ma mi pregio di avere una sensibilità spiccata. Mi occuperò di un settore che, umanamente, ha bisogno di molto lavoro. Ci sono in ballo le condizioni di vita dei detenuti, ma non dimentichiamo neanche quelle della polizia penitenziaria. In entrambi i casi bisogna garantire una determinata qualità di vita e di lavoro”.
La dignità, dice la nuova garante, dovrà essere il criterio principale. “Le pene alternative, di cui discute il Consiglio dei Ministri, ritengo siano soluzioni sulle quali puntare. Così come accolgo con soddisfazione l’intervento del Consiglio dei Ministri che creerà oltre 10 mila nuovi posti negli istituti di pena. Si parla di un investimento di 335 milioni di euro. E poi bisogna puntare ai percorsi formativi, aumentarli e renderli più accessibili. Questo per fare in modo che un detenuto possa davvero programmare il proprio reinserimento sociale dopo la pena”. Solamente il 22 per cento dei detenuti accede ai corsi in carcere. Ora Monica Formaiano inizia a mettersi al lavoro: “Oltre alle singole progettualità, sarei fiera se con il mio lavoro riuscissi a dare pari dignità a chi è detenuto e a chi lavora in carcere. La persona dovrà essere al centro: cercherò di operare secondo questo criterio. Anche perché i suicidi sono tanti, sia tra i detenuti che tra gli agenti della polizia penitenziaria. E il fenomeno va fermato”.
“Le nomine fatte ieri svelano il vero volto della maggioranza che sostiene la giunta Cirio 2: una concezione “proprietaria” delle istituzioni nella quale chi vince decide tutto senza alcun confronto con le minoranze, nemmeno su figure di garanzia”. Le opposizioni si schierano contro la nomina della nuova garante regionale dei detenuti, Monica Formaiano. Ieri è stata eletta con le minoranze fuori dall’aula. Una concezione “proprietaria” emersa con una nomina “per la quale, da regolamento, servono due terzi dei votanti alla prima votazione” si legge nella lettera firmata da Domenico Rossi, segretario regionale Pd Piemonte, Gianna Pentenero, presidente del gruppo Pd, Alice Ravinale, Alleanza Verdi e Sinistra, Sarah Disabato, Movimento 5 Stelle e Vittoria Nallo, Stati Uniti d’europa per il Piemonte. E aggiungono: “La maggioranza non ha neppure cercato di trovare figure condivise. Ha scelto in completa autonomia anche mettendo da parte il tanto sbandierato “merito”. Qui l’unico merito è essere vicini a Fratelli d’italia”.
Dopo undici anni, Bruno Mellano augura un buon lavoro a Formaiano: “In questi anni è stata creata un’importante rete tra i garanti piemontesi. Spero che questa eredità continuerà a essere curata per la forza che rappresenta”. Un’esperienza, quella dell’ex garante regionale, che in realtà potrebbe continuare a Torino. Il mandato dell’attuale garante Monica Gallo scade il 31 luglio. E la candidatura di Mellano è già arrivata in Comune, con il sindaco Stefano Lo Russo che sarà chiamato a scegliere. “Il problema del Lorusso e Cutugno è relativo agli spazi. Si tratta di una struttura costruita con una vecchia visione della pena, andrebbe reimmaginata”.










