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di Lorenzo Nicolao

Corriere di Torino, 15 luglio 2026

In Piemonte i reclusi sono 4.360, a fronte di 3.978 posti. Condizioni sanitarie precarie. Le persone detenute in Piemonte sono 4.360. La capienza delle case circondariali sul territorio è invece di 3.978. Un tasso di affollamento pari al 109,60%. Un dato che tuttavia sottostima il fenomeno, poiché non tiene conto dei posti inagibili per i lavori di manutenzione o altre criticità strutturali. Allo stesso tempo, il caldo rappresenta un ulteriore problema, in celle che non dispongono di un sistema di areazione né di semplici ventilatori. Sono i dati e le valutazioni dell’associazione Antigone, che ha visitato ieri anche la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, all’interno dell’iniziativa dell’alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. Presenti la vicesindaca Michela Favaro, l’ex garante regionale Bruno Mellano, Terra Mia e alcuni esponenti della Cgil, oltre a Boosta dei Subsonica.

L’associazione ha poi ricordato nel pomeriggio, nello spazio funzionale Comala, le attuali condizioni delle carceri piemontesi, nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione nazionale. Le attività ricreative sono sospese per le temperature torride, oltre che per ragioni di calendario. Ulteriore complicazione di uno scenario già complesso. Si evince un modello che non funziona più. Si pone l’attenzione su strutture che vanno rimodernate e ripensate. L’obiettivo della visita di ieri mattina, che ha visto il coinvolgimento di oltre 330 personalità della cultura e della società civile in 34 istituti italiani, è stato riaccendere l’attenzione pubblica sulle condizioni delle carceri e sull’importanza del reinserimento sociale. In Piemonte, oltre a Torino, altre due delegazioni hanno visitato gli Istituti di Asti e Biella.

Le problematiche del territorio sono le più disparate, dai bambini dietro le sbarre (due a Torino) per via del Decreto Sicurezza, che ha cancellato l’obbligo di rinvio della pena per le donne incinte o con bambini di età inferiore a un anno, alle otto persone transgender nella sezione speciale di Ivrea, che le emargina dal resto della popolazione carceraria. Diffuse le criticità sulle condizioni sanitarie, che acuiscono in estate, e quelle relative alla salute mentale dei detenuti.

L’operatrice della cooperativa sociale Terra Mia Beatrice Robba ricorda che “solo nella Casa Circondariale di Torino i detenuti sono 1.500, su una capienza massima di mille. Tanti giovani adulti e molte persone straniere (secondo i dati di Antigone quattro su dieci, ndr). Parlare di carcere significa quindi parlare di diritti e responsabilità. Speriamo che questa giornata sia l’inizio di un percorso condiviso che favorisca l’inserimento”.

La vicesindaca Favaro ribadisce l’importanza di costruire un ponte tra il carcere e la città, presentando un nuovo progetto dedicato ai detenuti che hanno tra i 18 e i 25 anni. “Saranno aiutati con un percorso di supporto psicologico, oltre alla formazione professionale e allo sport”.