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di Giada Lo Porto

La Repubblica, 7 luglio 2025

Tra le situazioni peggiori quella del Lorusso e Cutugno con locali inagibili e un sovraffollamento che raggiunge il 160%. Gli spazi vitali angusti, gli scarafaggi in cella e nelle aree comuni, rumori costanti, disagio e alienazione, prigioni bollenti e inabitabili, muffe e infiltrazioni ovunque. La scarsa igiene, la convivenza con altri corpi che hanno esigenze e abitudini differenti. I pasti consumati sul letto, a volte per terra. L’associazione Luca Coscioni rende pubbliche le relazioni delle Asl sugli istituti penitenziari, tra il 2023 e il 2024.

Le aziende in alcuni casi hanno inviato le relazioni, in altri (come Biella) no. I documenti, ottenuti con un accesso civico, costituiscono un primo passo per fare luce sulle condizioni - spesso opache - delle carceri. Una delle situazioni peggiori si ha al Lorusso e Cutugno di Torino dove il sovraffollamento sfiora il 160% in alcuni padiglioni. La struttura presenza “carenze gravi” con muffe, infiltrazioni, locali inagibili e mancanza di accessi per disabili. In una sezione, la situazione è definita di “inabitabilità, con possibile chiusura dell’area per motivi igienico-sanitari”. Secondo l’ultimo dossier presentato a fine anno dal garante regionale Bruno Mellano assieme ai garanti comunali di Torino, Ivrea, Cuneo e Vercelli, le carceri piemontesi ospitano 620 detenuti in più rispetto ai posti effettivamente disponibili.

Ad Alessandria i pasti vengono consumati in cella, in ambienti privi di aerazione forzata e con acqua fredda nei servizi. Nella sezione collaboratori di giustizia viene segnalata la presenza di scarafaggi. “Le criticità segnalate in passato - scrive l’Asl - risultano in gran parte irrisolte”. Nell’istituto penitenziario di Asti ci sono servizi igienici non funzionanti e uno stoccaggio “inadeguato dei farmaci”.

Ad Alba parte della struttura è chiusa da anni a causa di un cluster di legionellosi, ma ci sono anche “inadeguatezze nei locali della mensa e la mancanza di presidi antincendio in alcune aree”. Per quanto riguarda Cuneo, Saluzzo e Fossano presentano alcuni locali comuni degradati, pareti scrostate, intonaco danneggiato. Si legge nella relazione: “Cattiva gestione dei rifiuti, usura delle pavimentazioni, carenze igienico-sanitarie e strutturali persistenti”. Sul carcere di Biella l’Asl dichiara di aver chiesto una valutazione alla Regione Piemonte, senza aver ancora ricevuto risposta.

Ma ci sono strutture messe un po’ meglio: è il caso del carcere di Novara dove le condizioni igienico-sanitarie sono state valutate positivamente, con criticità limitate “al consumo dei pasti in cella e al sovraffollamento”: qui ci sono 171 detenuti su 158 posti. Anche a Verbania si continua a parlare di “persistente sovraffollamento”. A Vercelli ci sono 303 detenuti su una capienza effettiva di 227. A Ivrea, c’è la necessità di una pulizia straordinaria.