di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 19 novembre 2024
“Ha disonorato il suo ruolo e la professione”. Una lunga lettera inviata dalle Camere penali del Piemonte ai parlamentari eletti in regione e in Valla d’Aosta, per sottolineare la gravità - a loro avviso - delle ultime dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia. “Esiste un limite anche nella manifestazione delle idee contrarie al diritto e ai diritti. E questo limite è stato superato. L’onorevole avvocato Delmastro Delle Vedove ha disonorato, non per la prima volta, il ruolo che ricopre e la professione che pure ha svolto con parole che non possono appartenere a un rappresentante del Governo”.
Inizia così una lunga lettera inviata dalle Camere penali del Piemonte - regione nella quale il sottosegretario esercita la professione, nel foro di Biella - ai parlamentari eletti in regione e in Valla d’Aosta, per sottolineare la gravità - a loro avviso - delle ultime dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia, in relazione ai detenuti, “che non lasciamo respirare”. La lettera è firmata dalla Camera penale della Valle D’Aosta e del Piemonte Occidentale “Vittorio Chiusano” e da quelle di Alessandria e Verbania.
“La manifestazione di “intima gioia” che il Sottosegretario prova per l’idea che il detenuto venga incalzato e non lasciato respirare dietro un vetro oscurato, dove evidentemente tutto può accadere, non è soltanto una sgrammaticatura istituzionale, ma - scrivono i rappresentanti delle Camere penali - l’espressione di un approccio limitativo della libertà personale che non può appartenere ad una società democratica, le cui linee guida sono tracciate dalla nostra Carta Costituzionale”. Gli avvocati penalisti affermano anche che “il silenzio del Governo di fronte alle idee manifestate dal sottosegretario Delmastro Delle Vedove è assordante, al pari di quello, ad esempio, degli esponenti della Polizia Penitenziaria”.










