di Giacomo Galeazzi
interris.it, 18 novembre 2022
In mille hanno partecipato a “Sportello Lavoro Carcere”. Un’iniziativa per il reinserimento e per “abbassare le recidive”. Laboratorio-Piemonte contro la recidiva. Tre milioni di euro per il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro. E 975 destinatari che hanno preso parte al progetto “Sportello lavoro carcere”. Sono “alcuni dei dati che si possono leggere nella sintesi 2020-22. E che ci sono stati forniti, sotto nostra richiesta, in commissione regionale. Dopo il confronto con la direttrice dell’Agenzia Piemonte Lavoro”, spiega Francesca Frediani, consigliere regionale.
Il progetto è cofinanziato attraverso i fondi strutturali dell’Unione Europea. E prevede attività mirate all’inclusione socio-lavorativa di chi è privato della libertà personale. Nel tentativo di offrire un sostegno concreto per riconquistare una propria autonomia. Ad oggi 206 persone hanno preso parte a tirocini formativi. E 75 sono state messe sotto contratto. Le attività sono erogate dagli operatori all’interno degli istituti. A seguito di appuntamenti concordati con i servizi educativi del carcere. Hanno coinvolto tutti e 14 gli istituti carcerari piemontesi. Non solo reinserimento ma recupero di dignità sociale. “Lo chiedono i detenuti che abbiamo incontrato durante le nostre visite nei penitenziari - sottolinea Francesca Frediani-. E lo chiediamo anche noi. Consapevoli che la ricostruzione di un’identità socio-lavorativa è il primo tassello per abbassare il tasso di recidiva. Dando respiro alle carceri e recuperando delle vite umane”
Abbassare il tasso di recidiva è l’obiettivo-chiave, quindi. “Lo si può raggiungere solo con una maggiore interconnessione con le realtà del territorio- evidenzia il consigliere regionale del Piemonte. E con la presenza costante dei servizi per il lavoro all’interno delle strutture penitenziarie. Quasi mille detenuti hanno preso parte al progetto ‘Sportello lavoro carcere’. La priorità è appunto ridare dignità sociale. Per abbassare le recidive. E ricostruire percorsi di vita”.










