di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 14 luglio 2024
I penalisti scrivono a deputati e senatori: “Approvare subito la proposta di legge Giachetti”. Con il dramma dei suicidi in carcere ormai da tempo emergenza permanente - “sono 55 gli uomini e le donne, affidati alla cura e alla custodia dello Stato, che si sono tolti la vita dall’inizio di quest’anno ad oggi” - la Camera penale “Vittorio Chiusano” tiene alta l’attenzione sul tema e, con una lunga lettera aperta, chiama all’impegno i parlamentati eletti in Piemonte e Valle d’Aosta: “A fronte dell’eccezionale e drammatica emergenza nella quale si trova oggi la popolazione detenuta, costretta a vivere in una condizione disumana e degradante contraria alla Costituzione ed alle Convenzioni Internazionali - scrivono i penalisti - ed al fine di provare a ripristinare un minimo parametro legale all’interno degli istituti penitenziari, in assenza di altre e più incisive proposte di riforma, non si possa che approvare un provvedimento di legge che consenta immediatamente di ridurre il numero dei reclusi”. Dunque: “Per questi motivi Vi rivolgiamo un appello affinché ognuno di Voi si pronunci per la più rapida approvazione della proposta di legge Giachetti”.
“Prendete posizione pubblicamente” - “Il prossimo 17 luglio prosegue alla Camera dei deputati la discussione della proposta di legge numero 552, d’iniziativa dell’onorevole Roberto Giachetti - spiega ancora la nota firmata dal Consiglio direttivo della Camera penale - che si prefigge di portare a 60 giorni la liberazione anticipata ordinaria (al posto degli attuali 45 giorni ogni sei mesi di pena espiata) e di concedere, come provvedimento una tantum, a chi ha già fruito della liberazione anticipata ordinaria un’ulteriore riduzione di 30 giorni per ogni
semestre di pena espiata, con decorrenza 1° gennaio 2016 e per due anni successivi all’entrata in vigore della legge”. Morale (secondo i penalisti): “Vi chiediamo altresì di esprimerVi pubblicamente su tale proposta e chiediamo ai parlamentari contrari a tale provvedimento di esplicitare i motivi di un eventuale dissenso, che francamente ci parrebbe ingiustificato”.










