di Pietro Barghigiani
Il Tirreno, 29 marzo 2020
Almeno una cinquantina gli agenti in malattia con febbre. La denuncia del sindacato Ciisa: "Non rispettate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro". Una dottoressa dei servizi sanitari all'interno del carcere Don Bosco e due agenti della polizia penitenziaria sono risultati positivi al coronavirus. Per un agente, di 45 anni, è stato necessario il ricovero.
Le sue condizioni sono stabili. Gli altri due contagiati sono seguiti a domicilio. Come conseguenze collaterali all'ingresso del virus nel carcere ci sono quasi una cinquantina di poliziotti con febbre e in malattia. Una situazione che rischia di innescare un effetto dominio capace di trasformare il Don Bosco in un fronte sanitario. Romeo Chierchia, segretario della Ciisa penitenziaria, denuncia i ritardi con cui è stata affrontata l'emergenza.
"L'utilizzo improvviso dei dispositivi di protezione personali dal 21 marzo solo per gli operatori sanitari, ci aveva insospettito circa il fatto che l'area sanitaria Asl e la direzione fossero a conoscenza dell'esito del test della dottoressa, classe 1958, risultata positiva al Covid-19 - afferma.
Tenere nascosta una notizia per la tutela alla salute pubblica, è gravissimo, dal momento che non sono stati predisposte le misure previste dalla norma Covid-19. Per chi ha lavorato in stretto contatto deve essere messo in quarantena, provvedere alla sanificazione degli ambienti di lavoro. Intanto tutto è taciuto. Ma non c'è l'obbligo del datore di lavoro di predisporre tutte le misure necessarie a garantire l'integrità fisica e la personalità morale dei propri dipendenti?" Il sindacalista annuncia l'ipotesi di una denuncia per lesioni personali gravi/gravissime "aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche qualora non siano state adottate le misure necessarie a prevenire il rischio di contagio dei lavoratori, cagionando la malattia o la morte del lavoratore". Gli agenti si ammalano con una frequenza ormai quotidiana.
Dall'inizio della prossima settimana inizierà un controllo attraverso i tamponi per tutto il personale del Don Bosco. La Ciisa proclama lo stato di agitazione del personale di polizia penitenziaria non escludendo di arrivare allo "sciopero bianco" ad oltranza. "Un'altra cosa che non va bene sono i colloqui con l'accesso dei familiari dei detenuti - riprende il sindacalista -. Si permettono ingressi che in questo momento sono inopportuni".










