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di Enrico Mattia Del Punta

La Nazione, 9 agosto 2026

Il vicepresidente della commissione Sanità in visita alla casa circondariale di Pisa con la garante dei detenuti. “Una situazione drammatica segnata da condizioni igienico-sanitarie precarie, dalla presenza di detenuti con disagi psichiatrici e da un centro medico molto provato”. È quanto emerso dalla visita al carcere Don Bosco di Pisa del consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana, Federico Eligi, accompagnato da Valentina Abu Awwad, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Pisa, e da Lisa Perugino, responsabile Asl per la sanità penitenziaria.

La visita si è inserita nel calendario organizzato da Eligi ad agosto negli istituti toscani e che, dopo Prato, Livorno e Lucca, proseguirà a Sollicciano, all’istituto minorile di Firenze, a Volterra e a Massa. “Il quadro riscontrato a Pisa - ha spiegato il consigliere - rivela una struttura all’estremo: alla grave infestazione di cimici, con detenuti segnati dalle punture dei parassiti, si sommano servizi igienici fatiscenti, perdite d’acqua, scarichi di fortuna, muffa e umidità. Una condizione di sovraffollamento ulteriormente appesantita dalla chiusura delle 7 sezioni di Sollicciano e dalla conseguente ridistribuzione dei reclusi. Questa spirale di degrado annulla del tutto la funzione rieducativa e di reinserimento che la pena dovrebbe garantire, alimentando tensioni continue all’interno dell’istituto”. Eligi ha poi rivolto un appello alla magistratura di sorveglianza, all’Asl e alla politica: “Contesto inaccettabile non solo per le persone recluse, ma anche per i lavoratori della struttura, dagli agenti di polizia penitenziaria al personale sanitario, costretti quotidianamente a operare in condizioni estreme”. Per il consigliere di Casa Riformista, nel mirino ci sono anche le politiche nazionali del Governo che, “a fronte di una diminuzione dei reati - ha concluso - continuano a inasprire le pene e a introdurne di nuove, aumentando a dismisura la popolazione carceraria”.