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di Gerardo Pastore, Erica De Vita e Lara Tavoschi 

unipi.it, 26 giugno 2026

Alla Casa Circondariale Don Bosco di Pisa presentati gli esiti della co-creazione del progetto europeo Partner. Il 22 giugno 2026 il team dell’Università di Pisa impegnato nel progetto europeo Partner ha incontrato le persone detenute della Casa Circondariale Don Bosco di Pisa per restituire i risultati delle attività di co-creazione realizzate nell’ambito del progetto. All’incontro hanno preso parte Gerardo Pastore, Erica De Vita e Lara Tavoschi, componenti del gruppo di lavoro pisano.

Partner - Participatory Approach for Training, Empowerment, and Health Education Resources in Prisons è un progetto europeo coordinato dall’Università di Pisa, con Lara Tavoschi come Principal Investigator. Il progetto coinvolge partner di diversi Paesi europei: Prolepsis Institute in Grecia, Centre Hospitalier Universitaire de Montpellier in Francia, National Administration of Penitentiaries della Repubblica Moldova e ASST Santi Paolo e Carlo. Partner è dedicato alla promozione dell’educazione alla salute e della health literacy nei contesti penitenziari e mira a sviluppare materiali formativi rivolti sia alle persone che vivono in carcere sia al personale penitenziario, a partire dall’ascolto dei bisogni, delle esperienze e delle proposte raccolte attraverso attività di co-creazione. Prima dell’incontro di restituzione con le persone detenute, il team dell’Università di Pisa ha svolto un confronto con il personale dell’area medica, dell’area educativa e con il personale di custodia. Il dialogo ha permesso di discutere lo sviluppo dei materiali formativi e di raccogliere ulteriori elementi di riflessione da parte delle figure professionali che operano quotidianamente nel contesto penitenziario.

La restituzione ha coinvolto 15 persone detenute, donne e uomini provenienti sia dalla sezione femminile sia dalla sezione maschile dell’istituto. L’incontro ha rappresentato un passaggio importante del progetto, perché ha permesso di mostrare come i contributi raccolti durante le attività di co-creazione stiano orientando la costruzione dei materiali formativi attualmente in fase di sviluppo. La discussione è stata fortemente partecipata e ha prodotto riflessioni significative sul significato della salute in carcere e oltre il carcere. Tra i temi ricorrenti sono emersi informazione, fiducia e diritti, concetti riconosciuti come centrali per promuovere salute, benessere e accesso consapevole ai servizi nei contesti di privazione della libertà.

Word cloud elaborata a partire dalle attività di co-creazione del progetto PARTNER. L’immagine restituisce alcuni dei temi emersi dalle riflessioni delle persone partecipanti sul significato della salute in carcere, tra cui informazione, fiducia, diritti, ascolto, cura, prevenzione e partecipazione.

Le persone partecipanti hanno sottolineato come l’educazione alla salute possa produrre effetti che superano il tempo della detenzione, contribuendo a sviluppare conoscenze e competenze utili anche dopo la scarcerazione. Dal confronto è emersa inoltre una lettura della salute come questione condivisa, che attraversa l’intera comunità penitenziaria e coinvolge, seppure da posizioni diverse, sia le persone detenute sia chi lavora quotidianamente in carcere. In questa prospettiva, la promozione della salute richiede strumenti capaci di favorire comprensione reciproca, accesso consapevole alle informazioni e collaborazione tra le diverse componenti dell’istituto.

Durante la discussione è stato richiamato anche il tema del genere, indicato come una dimensione ancora poco tematizzata nei contesti penitenziari, ma rilevante per comprendere bisogni di salute, condizioni di benessere ed esperienze quotidiane di donne e uomini che vivono in carcere.

Disegno realizzato da una persona detenuta durante l’incontro di restituzione del progetto Partner, svoltosi il 22 giugno 2026 nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa. Lo schizzo restituisce, dal punto di vista di chi ha partecipato, lo spazio di ascolto, dialogo e co-creazione che ha caratterizzato la mattinata.

Il team Partner dell’Università di Pisa ringrazia la Direzione della Casa Circondariale Don Bosco, la Direzione del Centro Clinico, il personale dell’area educativa, dell’area medica e il personale di custodia per aver reso possibile l’incontro. Un ringraziamento particolare va alle persone detenute che hanno partecipato alla sessione, per il tempo, l’attenzione e la qualità delle riflessioni condivise. Le loro voci continueranno a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo del progetto Partner e nella costruzione di interventi educativi capaci di rispondere in modo concreto ai bisogni delle comunità penitenziarie.