di Simone Innocenti e Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 1 ottobre 2026
La richiesta di incontrare il comandante della polizia penitenziaria e la direttrice della struttura. A tarda notte la situazione riportata sotto controllo. La scoperta di alcune microspie nelle proprie celle ha scatenato mercoledì sera la rivolta di decine di detenuti del carcere Don Bosco di Pisa. Una quarantina di persone ha preso il controllo di un intero reparto, barricandosi al suo interno e chiedendo di incontrare il comandante della polizia penitenziaria e la direttrice della struttura. Solo a tarda notte, dopo una negoziazione e l’intervento della polizia, la situazione è tornata sotto controllo. Alcuni detenuti, probabilmente i promotori della rivolta, sono stati trasferiti in altri penitenziari toscani.
La rivolta sarebbe partita da un live su TikTok intorno alle 19 realizzato da un detenuto con un telefono cellulare finito nella disponibilità nonostante i divieti e che ha avuto quasi 15 mila spettatori, prima di essere interrotto. La diretta c’è stata dopo che alcuni reclusi avrebbero scoperto nelle celle alcune “cimici”, microspie collocate a fini investigativi. A quel punto al carcere sarebbe successo di tutto, i detenuti si sarebbero impadroniti di parte della struttura.
Dopo alcune trattative una cinquantina di detenuti ha abbandonato la parte che era stata occupata, ma una trentina di loro sono rimasti in attesa di un mediatore in arrivo da Firenze. I familiari dei detenuti si sono assiepati fuori dal carcere. Nel corso della diretta sul social network, i detenuti, a viso scoperto e senza segni di percosse alternando aggiornamenti in lingua italiana e in lingua albanese, hanno denunciato di essere “stati picchiati con i manganelli” e di avere “il diritto di non essere spiati e di poter parlare liberamente mentre siamo in cella senza avere il timore di essere intercettati”.
L’intervento della polizia - Decine di agenti di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria sono giunte per gestire la protesta che sarebbe sotto controllo, anche se all’esterno del carcere si sono radunati alcune decine di persone fra parenti e amici di detenuti. Ci sarebbero stati anche scontri tra alcuni detenuti e agenti penitenziari tanto che all’interno della casa circondariale sono arrivate alcune ambulanze per prestare soccorso: secondo quanto riportato, è probabile che siano stati sparati anche lacrimogeni nel tentativo di riportare la situazione alla calma. Nelle immagini sono ripresi gli agenti in tenuta antisommossa, con scudi e manganelli su una scala di collegamento tra i vari piani, separati da un’inferriata dai detenuti. Tra i motivi della protesta anche il sovraffollamento delle camere carcerarie e le condizioni igieniche-sanitarie della struttura.









