Il Tirreno, 28 dicembre 2020
"In un luogo come questo, in cui si accoglie un'umanità ferita accompagnandola verso percorsi di reinserimento sociale, si può sperimentare il senso di questo Natale diverso ma forse più vero". Per celebrare il Natale il direttore della Caritas di Pisa don Emanuele Morelli ha scelto "Misericordia tua", la casa d'accoglienza della diocesi a Sant'Andrea a Lama a Calci che da due anni ospita carcerati ammessi alle misure alternative ed ex detenuti. Sette quelli accolti dall'inaugurazione a oggi, quattro quelli presenti ora.
Nella chiesa di Sant'Andrea Apostolo (la più antica di Calci e attigua alla canonica che ospita la casa d'accoglienza) il 25 dicembre erano presenti anche alcuni componenti della "squadra" di "Misericordia tua": dallo psicologo Lorenzo Lemmi al custode Luciano Zorzi, ad alcuni dei volontari che svolgono servizio nella struttura e ad un gruppo di credenti dei dintorni che hanno celebrato il Natale con i "vicini di casa" e a Vittorio Cerri, per 19 anni direttore del "Don Bosco" di Pisa e ora responsabile di "Misericordia tua": "La nostra comunità vive in questo luogo da due anni e ce la stiamo mettendo tutta per "fondare la casa sulla roccia" - ha detto.
Una roccia spirituale innanzitutto, perché come diceva sempre don Bosco, citando il salmo 126: "Se il Signore non fonda la casa, invano i costruttori si adoperano...". Per questo ringraziamo l'arcivescovo che ci mostra la sua vicinanza ed il frutto della sua preghiera, i sacerdoti dell'arcidiocesi, la Caritas e la cappellania del carcere.
Ma anche una roccia sociale, perché il nostro sviluppo è dovuto alla bella e proficua sinergia con la Magistratura di sorveglianza con l'Ufficio di esecuzione penale esterna di Pisa, la direzione generale di Firenze, il carcere di Pisa e gli "angeli" locali della legge: i carabinieri di Calci. Auguri dunque agli abitanti di Sant'Andrea e infine un abbraccio ai nostri operatori e volontari: il vicedirettore, il ragioniere, il brigadiere della polizia penitenziaria, il cappellano, la suora, Daniela e Maria Chiara di Controluce e soprattutto Luciano, il prezioso custode, Paolo, Matteo e Alessio".











