di Enrico Mattia Del Punta
La Nazione, 18 luglio 2026
“Gravi condizioni igieniche. Cimici nei piedi dei letti nonostante disinfestazione. Situazione clamorosa sia per noi sia per gli agenti che ci lavorano”. “Ci troviamo in condizioni igienico-sanitarie e intramurarie degradanti. Diversi detenuti affetti da varie patologie infettive circolano nella sezione insieme agli altri detenuti: una situazione clamorosa sia per i detenuti sia per gli agenti che ci lavorano”. Comincia così la lettera entrata in possesso de La Nazione e firmata dai detenuti della sezione Terreno A della casa circondariale di Pisa, in espiazione di pena definitiva e mista, che già il 7 giugno denunciavano le difficili condizioni dell’istituto. Un carcere oggi alle prese con un sovraffollamento ulteriormente aggravato dal trasferimento di 22 detenuti da Sollicciano.
Il caldo e la presenza delle cimici, segnalate “negli sgabelli e nei piedi di ferro dei letti”, non danno pace. Le disinfestazioni disposte dall’istituto e i provvedimenti della direttrice Alice Lazzarotto non bastano a risolvere quello che viene denunciato come un problema strutturale, legato anche alla vetustà dell’edificio. “Chiediamo interventi di sanificazione, disinfestazione e igiene, oltre al ripristino e all’imbiancatura delle celle e della sezione”, scrivono i detenuti. “Chiediamo inoltre che i detenuti con patologie gravi e infettive siano spostati in isolamento sanitario fino alla guarigione, mentre quelli con patologie infettive non devono stare a contatto con gli altri detenuti”.
Nell’istituto sono presenti oggi 306 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 199 posti. Una situazione resa ancora più difficile dal caldo intenso, come hanno raccontato le diverse delegazioni di politici e associazioni che nei giorni scorsi hanno visitato il carcere, dopo che La Nazione aveva rivelato la crisi legata al sovraffollamento, ulteriormente aggravata dai trasferimenti da Firenze. I problemi sono stati riscontrati soprattutto nella sezione maschile, a differenza di quella femminile, ristrutturata di recente. Il reparto maschile è alle prese in particolare con le cimici e con spazi angusti, secondo quanto raccontato dall’assessora regionale Alessandra Nardini, che ha inoltre riferito come non dovrebbero arrivare altri detenuti a Pisa. Quelli ancora da trasferire, dei 200 previsti in uscita da Sollicciano, dovrebbero essere destinati a Livorno, dove è stata predisposta una sezione apposita.
“Nella sezione maschile, al secondo piano, abbiamo visto celle di 7 metri quadrati occupate da 3 o 4 persone. Ci sono cimici e pidocchi e si avverte un odore acre”, hanno raccontato Nardini insieme alla senatrice dem Ylenia Zambito e al consigliere regionale Antonio Mazzeo. “Nel reparto maschile ci sono due docce comuni per 50 detenuti. I bagni sono a vista e sono gli stessi detenuti a utilizzare asciugamani o teli come tende. Abbiamo chiesto che anche qui siano realizzati interventi strutturali come quelli effettuati nella sezione femminile”, hanno spiegato gli esponenti del Pd. Il tema dei tentativi di suicidio, tuttavia, è tra i più urgenti. Per Nardini, il sovraffollamento rende la situazione ancora più difficile, soprattutto considerando il numero di detenuti sottoposti a terapie psichiatriche. Alcuni pazienti, infatti, “avrebbero bisogno di una cella singola, ma non c’è posto, neppure nei casi in cui emergono situazioni di pericolosità”, ha spiegato l’assessora. Con questi numeri, secondo Nardini, anche gli investimenti regionali rischiano di essere vanificati. “La Regione Toscana finanzia il polo universitario, i percorsi scolastici e quelli di formazione professionale - ha concluso - ma in una situazione del genere la parte didattica viene meno”.










