sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Gabriele Masiero

La Nazione, 3 ottobre 2026

Laura Antonelli, avvocato del foro di Pisa e tesoriere dell’Unione delle camere penali, a fine agosto ha partecipato alla visita ispettiva alla casa circondariale pisana. Ecco le sue parole sul Don Bosco. “Se quanto abbiamo visto al Don Bosco lo avessimo riscontrato in un asilo, in un ospizio o in una Rsa, sarebbe già stato chiuso”. Parola di Laura Antonelli, avvocato del foro di Pisa e tesoriere dell’Unione delle camere penali, l’associazione italiana degli avvocati penalisti italiani che lo scorso 31 agosto ha partecipato alla visita ispettiva della camera penale alla casa circondariale pisana.

La rivolta di mercoledì sera da dove nasce? “Non faccio valutazioni di merito su questioni che sono al centro di un’attività investigativa e che dunque non conosco direttamente, ma la situazione del carcere pisano, come quella di quasi tutti gli altri istituti italiani, è estremamente critica. E per la prima volta in tanti anni di professione durante la visita ispettiva i detenuti non ci hanno raccontato la loro storia processuale, ma hanno tutti, e dico tutti, evidenziato le gravi carenze igienico-sanitarie in cui versa il Don Bosco. Abbiamo visto persone massacrate dai morsi delle cimici e condizioni igienico-sanitarie inaccettabili. Parliamo di persone che, per legge, hanno la privazione della libertà ma non devono mai essere private della loro dignità”.

Riscontra inerzie da parte della Asl? “Per farlo dovrei conoscere i contenuti di relazioni ad hoc da parte delle autorità preposte e io non ho contezza invece di queste relazioni. Ma posso dire, in linea generale, che quello che abbiamo visto il 31 agosto se lo avessimo riscontrato in altri edifici pubblici come scuole, asili, ospizi o Rsa sarebbero stati immediatamente chiusi”.

Il carcere Don Bosco è davvero, come si dice, il peggiore della Toscana? “Il consigliere regionale Federico Eligi ha visitato di recente tutti gli istituti di pena toscani e ha dichiarato che Pisa non è peggio di Sollicciano. Considerando però che successivamente i padiglioni del carcere fiorentino che presentavano maggiori criticità sono stati chiusi e i detenuti trasferiti altrove, possiamo dire che Pisa oggi è sicuramente il peggiore”. In molti in queste ore hanno invocato provvedimenti urgenti da parte del Governo: secondo lei quali sono quelli da attuare immediatamente? “Favorire sempre di più l’espiazione della pena con misure alternative alla detenzione per chi ne ha diritto e farlo senza frapporre ostacoli o cavilli. E investire risorse capaci di assicurare interventi massicci di sanificazione degli istituti di pena che oggi appaiono ovunque come autentici gironi infernali inaccettabili sia per le persone detenute sia per coloro che all’interno delle carceri lavorano”.