di Giovanni Parlato
Il Tirreno, 9 gennaio 2015
Lavori in corso alla sezione femminile e al centro clinico. Il direttore: "Entro il mese saliranno a 250". All'interno del carcere Don Bosco i detenuti sono circa 200. "Ma entro la fine del mese dovremmo tornare ai nostri 250", afferma il direttore Fabio Prestopino. Il numero sotto la soglia dei 200 si spiega col fatto che sono chiusi sia la sezione femminile che il Centro clinico dove sono in corso dei lavori di ristrutturazione.
"Il reparto femminile è chiuso da novembre, mentre il Centro clinico da dicembre. In ambedue erano necessari i lavori di rifacimento dell'impianto idrico. Poi, si sono sommati ulteriori lavori che, comunque, dovrebbero terminare entro gennaio", afferma il direttore Prestopino. Ma l'impianto idrico non era - certamente - l'unico problema da risolvere all'interno della casa circondariale che, tempo fa, avevamo visitato.
Il problema delle crepe nei muri che avevamo visto, è stato risolto? "Le crepe ci sono tuttora - risponde il direttore del Don Bosco - vengono monitorate costantemente". Quelle crepe sono il segno del tempo, segni di una struttura progettata tra il 1928 ed il 1933 e costruita tra il 1934 ed il 1935 e che iniziò a funzionare nel 1944. Allora, ogni porta, ogni accesso veniva aperto e chiuso a chiave da un agente penitenziario. Un agente ad ogni passaggio. E la situazione è così tuttora. "In effetti, manca un'automatizzazione dei cancelli, è assurdo che ancora si aprano manualmente", afferma il direttore.
Il carcere, che si trova a due passi dal centro storico, avrebbe bisogno di diversi interventi sia per alleviare la vita dei detenuti che rendere il lavoro degli agenti penitenziari meno stressante. "Non sappiamo quali saranno le risorse per il 2015" dice un po' sconsolato il direttore sapendo che la situazione economica del ministero non permette grandi spese. A Pisa, come altrove.
Tuttavia, all'interno della casa circondariale ci sono spazi che sono importanti punti di riferimento come il polo universitario che ospita sia studenti-detenuti universitari che studenti della scuola media superiore. Le attività universitarie vengono realizzate in collaborazione con l'Università di Pisa, la quale, se pur in forme ridotte, sostiene anche gli studi dei detenuti universitari presenti negli Istituti di Massa e di Volterra.
"Attualmente - spiega il direttore - sono cinque i detenuti del Don Bosco iscritti all'università di Pisa". Detenuti-studenti che vengono seguiti da personale specifico dell'ateneo così come da tutor e volontari. Vicino al polo universitario, si trova anche la biblioteca gestita sempre da detenuti.
Un altro punto importante di riferimento tornerà ad essere il Centro clinico una volta che sarà terminata la ristrutturazione dell'impianto idrico. All'interno del Centro clinico (il quale è stato un punto di riferimento per altri carceri dell'Italia e tornerà ad esserlo), si trova una sala operatoria dove vengono eseguiti interventi chirurgici non complicati. L'assistenza sanitaria è garantita da medici dell'Asl.










