di Ilaria Vallerini
La Nazione, 20 settembre 2026
Lettera della sorella di una persona malata detenuta al centro clinico “In cella con tre persone tra cimici e rischio di infezioni”. “Topi, blatte e cimici nei letti. Pavimenti e docce non igienizzati. E wc posti vicino ai letti e al cucinotto nelle celle dove vengono preparati e consumati i pasti”. A denunciare le condizioni all’interno del centro clinico dell’istituto penitenziario Don Bosco è la sorella di un detenuto che ha un quadro clinico complesso. La donna ha inviato una lettera a La Nazione. “Secondo quanto riferito direttamente dai detenuti e dai familiari, e come documentato nei rapporti di Antigone sulle carceri toscane, oltre ad una diffusa infestazione di scarafaggi e ratti - spiega la sorella del detenuto - persisterebbero problemi di umidità, muffa e mancata manutenzione degli impianti idrici, con rischio di infezioni di Legionella. Condizioni che espongono tutti i detenuti del Don Bosco al rischio di contrarre malattie infettive, ma che diventano potenzialmente letali per soggetti fragili come mio fratello. Sono andata a fargli visita e ho pianto tutta la mattina, ma poi mi sono detta devi reagire e lo devi fare non solo per lui, ma per tutti quelli che stanno subendo questa situazione”.
La donna ha fatto appello alla garante delle persone detenute, Valentina Abu Awwad, che in queste ore si è attivata. “Nonostante mio fratello sia stato assegnato al centro clinico del carcere Don Bosco, si trova in una cella con altre tre persone, ma secondo la valutazione clinica dovrebbe stare in una cella singola”, evidenzia la donna. Condizioni che inevitabilmente hanno già comportato ricadute dal punto di vista psicofisico sulla persona. “Da quanto sta male, mio fratello non vuole nemmeno alzarsi da letto per non vedere dove si trova”.









