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pisatoday.it, 24 novembre 2024

Le problematiche della Casa circondariale pisana sono state affrontate in Seconda commissione grazie all’iniziativa delle consigliere dem Scognamiglio e Ramalli. “Dieci anni: è questo il tempo che è passato da quando è stata segnalata la prima volta l’esigenza di una pensilina esterna per garantire riparo ai familiari in visita ai detenuti, ancora in attesa di essere realizzata. Un anno e mezzo: il tempo che è stato speso per riattivare la presenza dello psicologo”. La Seconda commissione consiliare permanente riaccende i riflettori sulla casa circondariale Don Bosco, attraverso un argomento firmato dalle consigliere Maria Antonietta Scognamiglio e Daria Ramalli (Pd) che arriva a conclusione di un anno di lavoro fortemente voluto dalle minoranze.

Al centro della discussione la necessità di coordinamento e monitoraggio per raggiungere risultati concreti, senza lungaggini e dispersione di tempo e risorse: “L’esempio più eclatante è stato l’acquisto dei ventilatori per i detenuti avvenuto, in situazione di emergenza, solo grazie alla raccolta fondi lanciata tra associazioni e privati cittadini. Questo, come molti altri episodi, ci fa capire quanto sia necessario un tavolo permanente operativo istituzionale per affrontare in modo mirato le tante tematiche e criticità, arrivando a una reale programmazione. Un tavolo che veda le associazioni protagoniste. Questo permetterà di mettere al centro, di volta in volta, i vari problemi”.

Dal cibo, alla scuola nella casa circondariale, alle aggressioni in carcere fino alla figura dello psicologo: “Finalmente è stato riattivato, un servizio che adesso deve essere monitorato”. E poi la pensilina: “La proposta iniziale arrivata dal Consiglio comunale era qualcosa di facilmente realizzabile, uno spazio protetto esterno con qualche tavolo e qualche seduta per dare sollievo nelle lunghe attese. Poi il progetto è arrivato recentemente sul tavolo dell’assessore Latrofa e si è trasformato, non sappiamo bene come, in tutt’altro con costi e vincoli da rispettare, chiaramente impossibile da realizzare. Il risultato? Tutto fermo, le famiglie sono ancora senza alcun riparo. Aspettare non è più possibile, i cittadini attendono una risposta”.

Infine, la questione del reinserimento lavorativo: “Dobbiamo fare di più. L’amministrazione comunale - conclude Scognamiglio - ha un ruolo importante, ha partecipato ad un bando della Regione Toscana che prevede investimenti sulle politiche della formazione e inclusione al lavoro, soprattutto per le persone con fragilità. Seguiremo con molta attenzione questo percorso”.