sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Lino Cavedon

Quattro Zampe, 23 agosto 2022

Meraviglioso il progetto pilota, da ripetere e da esportare, promosso alla Casa Circondariale di Pisa “Don Bosco” con i cani Nana ed El Niño dell’associazione DoReMiao. Commoventi e pieni di sentimenti i testi scritti sul corso dai ragazzi e dalle ragazze detenute.

Se la rieducazione di un detenuto è un compito ineludibile per la struttura penitenziaria che lo ospita, la mediazione di un animale domestico rappresenta una opportunità particolarmente efficace. L’animale, infatti, non evoca nulla di ciò che è successo nella relazione con gli umani, ma offre al detenuto condizioni di libertà emotiva, assenza di giudizio, opportunità per un lavoro di introspezione finalizzato a incontrare la parte migliore di sé. Molti istituti di pena in Italia stanno riscontrando i benefici di tale scelta finalizzata a ridurre il rischio di recidività da parte del detenuto, una volta rientrato nella società.

Anche l’Istituto Don Bosco di Pisa, all’inizio di quest’anno, ha attivato un percorso di Educazione Assistita con i Cani all’interno delle sezioni maschile e femminile. L’impegnativo progetto è stato realizzato dall’associazione DoReMiao, esperta nella relazione riabilitativa dei detenuti. Dopo qualche anno di interruzione causa Covid, l’équipe è ritornata dove aveva iniziato: nel 2014, infatti, la direzione della Casa Circondariale di Pisa aveva autorizzato l’avvio di un progetto pilota di pet therapy.

Il mondo del carcere è fortemente deprivato di emozioni, come si evince dalla significativa riflessione di Barbara Bellettini, presidente di DoReMiao: “A ogni cancello che si apre”, commenta lei, “troviamo personale che sorride alla sola vista del passaggio dei nostri cani. Qualcuno si trattiene un po’ di più e ci racconta del suo che è a casa ad aspettarlo. Le mani affondano nel mantello, qualcuno si china per farsi leccare, altri indugiano in uno sguardo intenerito”. Si intuisce all’istante che l’ingresso in carcere con i cani è sempre un po’ una festa per i detenuti, ma a volte anche per il personale di polizia. Pure un’insegnante ne ha avuto riscontro, riferendo un aneddoto rilevante: “un detenuto che segue i miei corsi ha detto che il giovedì non potrà più venire a lezione perché deve stare con i vostri cani. Sono contenta, si vede che gli fanno bene”.

Nella sala polivalente dell’Istituto, le operatrici preparano il setting per realizzare le varie attività: le ciotole per l’acqua e le attrezzature varie per gli esercizi di abilità. Un bel cerchio di sedie ha la funzione di aprire il dialogo per creare un piacevole confronto. “In un attimo”, ci racconta Barbara, “Nana si lancia fuori dalla sala, inutile chiamarla… le risate nel cortile ci avvertono che i ragazzi sono arrivati e che lei, come sempre, li ha sentiti prima di noi”. Alla sezione maschile c’è chi porta sempre un pacchetto di fette biscottate per Nana e El Niño. Al reparto femminile, il venerdì, le ragazze si organizzano acquistando un pacchetto di würstel. In un ambiente dove la privazione della libertà porta con sé, come ricaduta, l’impossibilità di offrire qualcosa agli altri, per i cani gli ospiti riescono a trovare, comunque, il modo di portare dei doni.

“Qualcuno”, prosegue Barbara, “oltre al cibo ha tenuto da parte una scatolina di cartone per fare un gioco di problem solving. Le ragazze si offrono di ricamare il nome dei cani su un triangolo di stoffa per fare delle bandane personalizzate. Una detenuta ha staccato dalla parete della sua cella una cartolina che raffigura un cane e ce la regala per ringraziarci di questi momenti passati insieme”.

Le due ore di incontro settimanale scorrono sempre molto velocemente. Ogni volta le operatrici preparano un programma di attività da realizzare, ma spesso devono assecondare il clima della giornata. C’è chi, infatti, ha avuto brutte notizie da casa (il cane ha un tumore e deve essere operato), chi si commuove facendo vedere la foto di una cucciola affidata a una parente, chi chiede di approfondire argomenti che potrebbero servire, una volta uscito, per gestire meglio il proprio cane. Il primo obiettivo dell’équipe è quello di fare in modo che l’esperienza serva a mantenere il legame con la parte di sé propositiva e affettivamente genuina. A tal proposito i detenuti hanno anche momenti di interazione spontanea con i cani, avendo cura che ogni approccio sia sempre corretto e rispettoso affinché si riesca a creare un legame reciproco fatto di riconoscimento, fiducia e scambio.

A metà maggio il progetto si è concluso con due momenti di restituzione in cui sono stati consegnati gli attestati e proiettato un montaggio delle foto scattate nel corso degli incontri. Sono state due giornate molto commoventi, anche grazie al contributo dei partecipanti. Al reparto maschile i ragazzi hanno voluto lasciare una loro testimonianza per evidenziare le ricadute positive del progetto nel loro percorso detentivo. Al femminile le ragazze hanno scritto, di loro pugno, due presentazioni dei cani coinvolti. Le loro parole sono la testimonianza più viva e sincera di cosa significhi un progetto di Educazione Assistita con il cane in Carcere. In tali progetti hanno un ruolo prezioso anche i Funzionari giuridico-pedagogici, tutto il personale di Polizia Penitenziaria e il Direttore che ha creduto nel progetto riabilitativo.

Victor: “È stata un’esperienza unica” - Il corso con i cani è stata un’esperienza unica per me. Mi ha fatto molto piacere stare a contatto con i cani, in alcuni momenti ho pensato di essere fuori e di godere la libertà con il mio quattro zampe. La pet therapy è molto utile per la gente come noi che ha perso ogni contatto con la natura e poi ti permette di ridurre il livello di stress e di ansia.

Otar: “Giocare con i cani fa bene e fa rilassare” - Il corso di pet therapy per me è stato una bellissima esperienza: avere contatto con i cani, fare esercizi con loro, conoscere bene i loro comportamenti e tutti i quattro zampe in generale. Chi ama i cani capisce quando sia importante il contatto con loro. Quando hai la possibilità, dopo qualche anno, di giocare con questi animali bellissimi senti che ti fa veramente piacere e rilassare psicologicamente. Mi fa ricordare tante belle cose che ho passato con loro. Per me questo corso è molto importante, specialmente per noi detenuti. Ringrazio tutti gli operatori per il loro impegno assoluto, loro fanno di tutto per continuare questo corso.

Alex: “Il corso mi ha ridato tranquillità e serenità” - Ho scelto questo corso per la passione per i cani. Stare in loro compagnia queste settimane mi ha ridato tranquillità e serenità, mi mancavano molto. Il corso è stato molto utile per scoprire nuovi metodi per passare del tempo alternativo con il mio quattro zampe. Sarebbe molto importante per me vedere il mio cane e fare con lei i giochi e gli esercizi di educazione che ho imparato grazie ai volontari del corso. Ringrazio di cuore i volontari che in queste settimane ci hanno regalato emozioni oltre ad averci fatto stare bene. Spero che corsi così continuino perché aiutano a stare bene e per quelle due ore in compagnia fanno staccare i pensieri dal carcere, ma soprattutto regalano emozioni indescrivibili. Grazie di cuore.

Andrea: “Consiglio questo corso a tutti i detenuti!” - Cosa dire di questa esperienza… Beh, semplicemente stupenda! Inizialmente ho creduto che fosse più un corso “militare”, invece no: le istruttrici sono persone simpatiche e amichevoli. Ciò si rispecchia su quello che stiamo cercando di imparare a far fare a El Niño e Nana e, probabilmente ai nostri futuri cani: insegnar loro le cose giocando. Nel malaugurato caso dovessi star qui fino al novembre del 2023, spero tantissimo di potervi partecipare nuovamente. Mi mancano quei due piccoli meticci di Birba e Lampo, e questo corso mi fa sentire più vicino a loro, purtroppo solo “spiritualmente”. Spero di rivederli prima che muoiano… Consiglio questo corso a tutti gli “ingabbiati” che, come me, amano i cani: li segnerà positivamente per tutta la vita, rompendo anche la monotonia e la tristezza che purtroppo il carcere offre.

Angelo: “Si esce dalla realtà carceraria” - Sto frequentando il corso di pet therapy e l’ho trovato molto istruttivo per chi ha avuto un primo approccio con gli animali. Non che questo sia il mio caso, perché io sono sempre stato amante degli animali, specie dei cani, con i quali ho convissuto fin da piccolo. Un’altra cosa importante di questo corso è che ti fa uscire per un attimo dalla realtà carceraria e ti fa stare a contatto con i cani che sono degli esseri speciali, almeno per quanto riguarda il mio punto di vista, e vorrei tanto che questo corso continuasse anche per dare modo ad altre persone di conoscerlo e frequentarlo. Perché stare a contatto con gli animali è bello e fa bene all’uomo. Il progetto pilota ti fa capire quanto sia vera questa cosa e, soprattutto, ti insegna a conoscere tante informazioni che non sai sui cani.

Giovanni: “Vi chiedo col cuore di far continuare questa straordinaria esperienza coi cani” - Il corso di pet therapy è stato molto d’aiuto sia a livello fisico che mentale per chi, come me, ha degli amici a quattro zampe. È stato un ritorno alle mie mattinate con loro, cani che danno amore senza chiedere nulla in cambio e questi sono in assoluto i sentimenti più nobili. Personalmente la frequentazione del corso è stata costruttiva e mi ha dato la possibilità di riflettere molto: farlo in un ambiente ristretto ti fa rendere conto di come le piccole cose abbiano un’importanza che non valutiamo. Passate le vacanze estive, spero che questo corso possa riprendere con più partecipanti, non so quanto possano essere prese in considerazione le nostre richieste, ma vi chiedo col cuore di attivarvi affinché questa straordinaria esperienza possa continuare, ringraziandovi per la vostra sensibilità alla nostra accorata richiesta. Cordialità.

Giuseppe: “Per me i cani fanno parte della famiglia” - Mi chiamo Giuseppe Oracolo, grazie per essere stato inserito in questo gruppo di pet therapy. Per come sono fatto io tale corso mi ha aiutato e mi ha arricchito, ho avuto la fortuna di conoscere delle volontarie che mi hanno fatto capire e insegnato tante cose a me sconosciute, a partire da come rapportarsi con un animale: il cane. Questo corso mi piace anche perché è un momento di socialità e di contatto con persone e animali esterni. Se possibile, mi piacerebbe continuare ancora a seguirlo, con il benestare della direzione, perché vedo effetti positivi sia sulla personalità, sia nel rapportarmi con gli altri. Sono stato molto contento di aver conosciuto le istruttrici che mi hanno dato tanto e che mi hanno fatto stare bene. Vorrei far presente alla direzione che il gruppo, comprese le istruttrici, chiederà l’approvazione per poter continuare questo corso. Alla fine vorrei dire solo grazie di cuore alle istruttrici che mi hanno dedicato tempo e insegnato molto. Vorrei anche ringraziare i cani con i quali abbiamo lavorato e che ci hanno insegnato, anche loro, come comportarsi con un quattro zampe. Per me, infatti, i cani sono dei componenti della mia famiglia. Spero in una risposta positiva per quanto riguarda il prolungamento di questo corso.

Nana: “Ciao a tutti, mi chiamo Nana, sono una Border Collie e ho tre anni e mezzo” - Ora vi racconto la sua storia. Nana viene da un allevamento di Border Collie di Lajatico. Purtroppo era l’ultima di una cucciolata, infatti, a sei mesi era rimasta da sola fino a quando una meravigliosa mamma l’adottò, il suo nome è Barbara. Nana è una cagnolina che ama stare in mezzo alle persone, perché ha un carattere iperattivo e frenetico. D’altronde è nella razza e nel suo essere. Siamo contente di lei perché notiamo un cambiamento da quando è arrivata, perché ha imparato a conoscerci; ciò vuol dire che siamo state brave (ci prendiamo il merito) nonostante il luogo in cui ci troviamo, siamo riuscite a metterla a proprio agio. A noi piace lavorare con lei proprio per questo. Cerchiamo di impegnarci sulla concentrazione per riuscire a calmarla, soprattutto con esercizi adatti a lei come il percorso di agility, che poi è il suo preferito… Abbiamo imparato tante cose grazie a questa splendida esperienza lavorativa di pet therapy. Vorremmo che il corso non finisse o, quantomeno, potesse ricominciare, perché i cani, con il loro modo di amare, riescono a farci compagnia e a farci stare bene avendo anche noi degli affetti e dei pelosetti a casa, e riescono a distogliere i nostri pensieri per quelle due ore, riuscendo a distrarci un po’ da quella malinconia che proviamo. Grazie a voi per questa stupenda avventura.

El Niño: “Spero tanto, un giorno, di poterci giocare fuori” - Mi chiamo El Niño, il significato del mio nome è “il bambino”, ma sono tanto grande e un po’ testardello. Ipoteticamente ho sette anni, e sono stato adottato dal canile. Inizialmente il mio carattere era molto insicuro e diffidente verso le ragazze, ma ben presto, con il loro modo di amare gli animali e mostrando rispetto, la mia diffidenza è andata a scemare. Ho imparato cosa vuol dire dare fiducia alle ragazze e questo mi ha permesso di riuscire a divertirmi con loro e loro a divertirsi con me. Hanno capito il mio punto debole: ricevere tante coccole! Ammetto di essere un po’ “monello”, ma se mi impegno faccio ciò che mi chiedono di fare, perché so che alla fine ho il mio bocconcino di würstel e la Maddalena è una di quelle che mi pensa sempre. È una bella esperienza, ma ciò che mi gratifica di più è che in quelle poche ore riesco a distogliere i loro pensieri dalle loro sofferenze! Spero un giorno di poterci giocare fuori.