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di Carlo Baroni


La Nazione, 16 marzo 2021

 

Il garante, avvocato Marchesi: "La risposta della Regione Toscana alle nostre richiesta è stata rapida". Riaperta la sezione femminile.

Il carcere Don Bosco di Pisa è Covid free. E tra questa e la prossima settimana dovrebbero iniziare le vaccinazioni. Iniziando dal personale, agenti di polizia penitenziaria e funzionari che hanno i contatti con l'esterno e che potenzialmente, nonostante le misure attivate per il contenimento della pandemia, potrebbero portare dentro le mura della casa circondariale il virus. Peraltro il Don Bosco ha riaperto nelle settimane scorse la sezione femminile che era chiusa da circa due anni per lavori di ristrutturazione. Della situazione complessiva ne parliamo con l'avvocato Alberto Marchesi, garante dei detenuti.

 

Avvocato la vaccinazione dovrebbe essere questione di giorni...

"I garanti di tutti gli istituti hanno chiesto il vaccino e dobbiamo sottolineare che la risposta della Regione Toscana è stata immediatamente positiva inserendo la popolazione carceraria nella fascia di estrema fragilità. Ci è stato comunicato dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo che la vaccinazione, carcere per carcere, inizierà a breve compatibilmente con la disponibilità di dosi".

 

Quanto sta pesando la pandemia sulla vita dei detenuti?

"Tantissimo. I colloqui sono sospesi, anche se sono state aumentate le video chiamate. Poi, appunto, il timore del contagio da Covid: siamo in un carcere senza celle singole, con spazi molto ridotti, poche aree all'aperto. Le restrizioni pesano molto: siamo nella zona che più rossa non si può".

 

C'è poi la questione del sovraffollamento...

"Questione annosa. La capienza massima del carcere di Pisa è 198 detenuti. Oggi sono 257. Nessun positivo al Coronavirus. E non è così ovunque. Il carcere di Volterra insegna. In Toscana ad oggi ci sono 63 detenuti positivi di cui 57 a Volterra".

 

Il quadro è costantemente monitorato?

"Certo, tutte le settimane abbiamo un report dettagliato. Il Covid, ricordiamo, è entrato solo nella prima fase della pandemia, nella scorsa primavera. Se il contagio entra in un carcere è un disastro. Qui a Pisa la struttura si è organizzata anche per isolare quei soggetti che dovessero risultare positivi. La vaccinazione, comunque, è il passo determinante".

 

Come verrà organizzata la vaccinazione?

"Sarà l'Asl ad organizzarla. Ma diciamo che Don Bosco avendo un centro clinico può fare tutto internamente creando un percorso vaccinale efficiente e sicuro. Si comincerà appunto dal personale (219 unità). Per i nuovi ingressi inizialmente faranno l'isolamento fiduciario e tampone e nel proseguo, poi, saranno vaccinati anche loro".

 

La sezione femminile è già attiva?

"Sì. Si tratta di una piccola sezione con 25 posti. Ma le prime detenuti che erano in altre strutture sono già rientrate. La sezione è stata completamente ristrutturata ed adeguata alle esigenze. Verteva in condizioni davvero precarie".