di Giovanna Casadio
La Repubblica, 6 gennaio 2020
Intervista all'eurodeputato eletto nelle liste dem. "Così il processo diventa un calvario, non sono stati messi i paletti. E nulla è cambiato sui decreti sicurezza". "Che la riforma della prescrizione sarebbe entrata in vigore a gennaio 2020 lo sapevano tutti. I progressisti avevano votato contro criticandola aspramente.
Andava quindi fermata o nel decreto Mille proroghe o subito dopo. Invece non sono stati messi paletti e non si è cambiato passo sui decreti sicurezza di Salvini, sulle disuguaglianze... e ora è finito il tempo di aspettare". Giuliano Pisapia, eurodeputato eletto come indipendente nelle liste del Pd, leader della sinistra e avvocato, denuncia: "Stanno andando nella stessa direzione del vecchio governo 5Stelle-Lega".
Pisapia, lo stop alla prescrizione è in vigore. A sinistra alcuni ne condividono le ragioni di fondo, lei no?
"Condivido la preoccupazione per i tempi lunghi dei processi. Ma la riforma Bonafede, che blocca il decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, è un percorso sbagliato e inefficace, un calvario. In contrasto con la Costituzione".
Spiega perché?
"I processi, nella maggior parte dei casi, si prescrivono durante la fase delle indagini e prima delle sentenze di primo grado. I dati dicono che la prescrizione interviene per il 53% dei procedimenti penali in fase di indagine e per il 22% dopo il rinvio a giudizio, ma prima della sentenza di primo grado e che il 75% degli indagati risulta innocente. Sono convinto che la controriforma Bonafede determinerà addirittura un allungamento dei tempi del processo. Non penso solo agli imputati innocenti o presunti innocenti - che sono tutti coloro che non hanno una condanna definitiva - ma anche alle vittime del reato".
Bonafede, il ministro, le direbbe che sta sbagliando...
"Come possiamo pensare che chi chiede giustizia debba aspettare 20 o 30 anni prima di una risposta? Il ministro Guardasigilli è un avvocato: gli ricordo Beccaria, il quale diceva che la giustizia deve essere celere, pronta e giusta".
Però i grillini ricordano che con queste norme, Berlusconi non l'avrebbe fatta franca nei processi grazie alle prescrizioni. È un argomento serio?
"Serio e falsato. Berlusconi ha avuto processi in cui è stato condannato, altri in cui è stato assolto. Quanto al processo più importante, il "lodo Mondadori", in cui è scattata la prescrizione - e in cui io ero avvocato di parte civile contro il leader forzista - ebbene il reato si è prescritto in primo grado. Se in vigore, questa riforma non avrebbe modificato niente".
Lei, leader della sinistra, si ritrova sulle stesse posizioni di Forza Italia?
"Uno può essere d'accordo anche se i motivi sono differenti. Non mi interessa chi ha fatto una proposta di legge, ma se la proposta è giusta o ingiusta, efficace o inefficace. So bene che la questione viene spesso strumentalizzata. Condivido la proposta del Pd, ma si possono fare emendamenti o comunque affrettarsi ad abrogare la riforma Bonafede".
Ma ritiene il Pd gregario rispetto ai 5Stelle? "Una forza politica autenticamente democratica non può permettere che avvenga questo scempio del rispetto delle regole. Più in generale io ero perplesso sul percorso che il centrosinistra ha poi scelto, cioè di alleanza con i 5Stelle. Ma la cosa più grave è che è mancata del tutto la discontinuità tra il governo giallo-rosso e il precedente, tranne che su due punti: il rapporto con l'Europa e molte facce nuove di ministri e vice".
Come si dovrebbe cambiare?
"Stanno andando nella stessa direzione in cui è andata la precedente maggioranza di M5Stelle e Salvini. Ho sperato che su giustizia, sicurezza, disuguaglianza si cambiasse passo, perché non è più tempo di aspettare, bensì di vedere se ci sono o meno i presupposti per andare avanti con un programma preciso e condiviso".
E sulla riforma della prescrizione, la modifica va fatta subito?
"Al Pd e ai progressisti dico: mettete la faccia su una proposta alternativa. Se non lo fate adesso, non potete sperare di farlo in futuro: questo è il momento".
Lei s'indigna tanto perché è un avvocato?
"M'indigno perché sono garantista. Nella vita professionale e nell'impegno politico".
E per diminuire i tempi dei processi cosa fare?
"Bisogna promuovere l'aumento dei riti alternativi: il giudizio abbreviato e il patteggiamento. Il giudizio abbreviato riduce in maniera rilevante i tempi della giustizia; il patteggiamento esclude la possibilità di prescrizione. Aumentare l'organico della magistratura e di chi opera negli uffici giudiziari. Rafforzare le misure alternative al carcere che porteranno una diminuzione delle prescrizioni".
Pisapia: abrogare la controriforma Bonafede sulla prescrizione (vita.it)
Giuliano Pisapia europarlamentare S&L e Vicepresidente Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo: "Un provvedimento inutile, inefficace, controproducente e incostituzionale". Il tema della Giustizia doveva essere, a mio parere, tra le priorità di questo Esecutivo. Sin da subito ho nutrito dubbi su questa alleanza e oggi le profonde differenze su questo tema, e in particolare sulla "Controriforma Bonafede", questi dubbi non solo sono confermati, ma anche aumentati: un'autentica discontinuità rispetto al Governo gialloverde non si è ancora vista", dichiara Giuliano Pisapia europarlamentare S&L e Vicepresidente Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo.
"Il Ministro della Giustizia ostinatamente difende una riforma che va a intaccare i princìpi base della nostra Costituzione, che porterà ad allungare i tempi dei processi penali, a diminuire le garanzie per imputati e parte lese. Controriforma voluta dai 5 Stelle e dalla Lega e che aveva visto la netta opposizione del centrosinistra. Una norma, purtroppo già entrata in vigore, che prevede il blocco del decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia per chi è stato assolto sia per chi è stato condannato, seppur in maniera non definitiva. La realtà ci dice che la prescrizione interviene per il 53% dei procedimenti penali in fase di indagine e per il 22% dopo il rinvio a giudizio, ma prima della sentenza di primo grado e che il 75% degli indagati è innocente.
La norma che prevede lo stop della prescrizione dopo il primo grado quindi non risolve il problema, ma al contrario lo aggrava. Una norma inefficace e controproducente: un danno per le vittime dei reati, che dovranno aspettare templi biblici per avere giustizia e che non distingue chi è stato assolto da chi è stato condannato in primo grado, ma che rimane presunto innocente" - continua Pisapia - "per diminuire i tempi della giustizia è necessario promuovere l'aumento dei riti alternativi e, in particolare, il giudizio abbreviato e il patteggiamento: il giudizio abbreviato riduce in maniera rilevante i tempi della giustizia; il patteggiamento esclude la possibilità di prescrizione; aumentare l'organico della magistratura e di chi opera negli uffici giudiziari; rafforzare le misure alternative al carcere: strumento che, se ben utilizzato, porterà a una significativa diminuzione delle prescrizioni.
Questi sono i punti necessari per un cambio di passo sul tema giustizia", rimarca il Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo. "La legge sulla prescrizione è incostituzionale perché la Costituzione prevede espressamente che i processi debbono avere una ragionevole durata; non aspettiamo che la Consulta tra qualche anno dichiari l'incostituzionalità delle Legge Bonafede come è avvenuto per i Decreti Omnibus di Governo e Parlamento. Si prenda atto al più presto della situazione; si eviti un peggioramento della malattia già grave della nostra giustizia e si approvi al più presto un provvedimento in linea con le proposte avanzate dalle forze di centrosinistra che siedono nell'Esecutivo
Per questi, e per tanti altri motivi, auspico che le forze progressiste che hanno deciso di partecipare al governo Conte bis non facciano passi indietro rispetto a quanto dichiarato in questi giorni, e non cedano di un passo rispetto alle proposte di legge presentate in Parlamento, che già sono un compromesso al ribasso; una forza politica autenticamente democratica non può permettere che avvenga questo scempio del rispetto delle regole", rimarca Pisapia.
In questi giorni si parla di una nuova fase dell'Esecutivo con l'obiettivo di un programma condiviso. Bene, che la riforma della Giustizia rientri in questo programma definendo - per questo aspetto come per gli altri - tempi certi di realizzazione. E che finalmente si passi dalle parole ai fatti cancellando tutte le norme liberticide dei deleteri Decreti Sicurezza a firma del Governo Gialloverde: norme già censurate in sede di promulgazione dal Capo dello Stato. Si proceda subito con questo cambio di passo perché al momento la discontinuità promessa ancora non si vede", conclude Pisapia.










