di Conchita Sannino
La Repubblica, 15 maggio 2022
Il pm di Nola: “Noi stiamo combattendo per i valori su cui si fonda una magistratura rigorosa ed autonoma”
Sostituto procuratore Luca Pisciotta, pm a Nola, 40 anni. Lei perché aderisce allo sciopero?
“Perché la riforma Cartabia, unilateralmente proposta dal mondo politico, per alcuni profili incide in maniera irreversibile sull’assetto costituzionale della magistratura. In poche parole: gerarchizzare gli uffici, aprire il fascicolo della performance, separare le carriere non migliorerà né la qualità né la produttività”.
Chiariamolo subito, lei appartiene a qualche corrente?
“No, coordino la sottosezione Anm di Nola, ma non sono iscritto ad alcuna corrente; proprio come altri, da sud a nord, da Nola a Busto Arstizio, con cui abbiamo partecipato ai lavori di Roma. Con i colleghi Francesco Vicino e Patrizia Mucciacito, ad esempio, abbiamo promosso vari incontri e tanti hanno partecipato perché non c’era il sospetto che le correnti dessero un orientamento”.
Non si chiede come sarà valutato il vostro sciopero dal cittadino, che magari sperimenta da anni lentezza e farraginosità del sistema?
“Noi comprendiamo le istanze e l’amarezza del cittadino. Ma questi problemi dipendono, in massima parte, dalla scarsità delle risorse, dall’inadeguatezza delle piante organiche, dal fatto che quasi tutti gli uffici sono sotto organico. Ed hanno così ragione i cittadini che abbiamo proposto, non da ora, una seria depenalizzazione, nel penale, e una semplificazione, nel civile”.
Andiamo sui punti: quella che chiamate “gerarchizzazione” non è solo tendere a maggiore efficienza?
“Assolutamente no. Perché se la fai a parità di risorse, è un’illusione; qui siamo nella prosecuzione delle leggi Castelli-Mastella. In fondo è lì che si è piantato il primo mattoncino per verticalizzare gli uffici giudiziari”.
La novità che proprio non vi va giù è il fascicolo del magistrato, la “pagella” sui vostri processi...
“Ecco: il parametro scelto, che misura la tenuta dei provvedimenti nei vari gradi del giudizio, suscita preoccupazioni. E poi non sembra conforme al dettato costituzionale”.
Una violazione alla Costituzione o un atto di lesa maestà?
“No, è il contrario. Il fascicolo della performance induce il magistrato a curare il suo interesse particolare: la tenuta dei suoi provvedimenti e basta. Così, ad esempio, nei procedimenti sui reati dei colletti bianchi, penso alla corruzione o al peculato, potremmo avere tante archiviazioni in più”.
Poche adesioni, ad oggi. Se lo sciopero sarà un flop, l’Anm reggerà al boomerang?
“Ciascuno si assumerà le sue responsabilità. Mi auguro che ciascuno pensi bene, se aderire o non aderire. Stiamo combattendo per quei valori su cui abbiamo giurato”.
Ma sul fronte rigenerazione interna, tuttavia, non sembra abbiate aperto un cantiere con analoga forza...
“Il problema esiste. Ed è il cammino più importante da fare. Ma esprimere un dissenso, forte, è parte di questo processo. Perché in questo caso lo si fa non per accomodarsi a cena, o per interesse dei singoli. Ma in ossequio alla Carta, e con la schiena dritta”.










