Ansa, 30 maggio 2019
"Il 41bis che non è un carcere duro, è un carcere che deve essere separato, che necessita una rigorosa separazione tra soggetti". Lo ha detto in audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, il direttore generale della Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, Calogero Roberto Piscitello. Oggi sono 753 i detenuti in 41bis.
Piscitello ha evidenziato che oltre che ad alcune figure come parlamentari, magistrati, ministri di culto, dal 2009 anche il Garante nazionale dei detenuti può incontrare i detenuti in 41bis. "Ma si pone il tema di cosa possa fare il Garante dei detenuti sia nazionale, che regionale e comunale: alcune recentissime sentenze - ha detto il direttore - hanno concesso ai Garanti la facoltà di accedere nelle sezioni e chiedere dei colloqui riservati con detenuti al 41bis: a mio vedere è un vulnus pericolosissimo perché mina ogni controllo.
Il colloquio del detenuto in 41bis con la famiglia avviene attraverso un vetro e viene registrato, nulla può sfuggire, mentre un Garante che ha facoltà di un colloquio riservato può conferire liberamente, al di là di ogni forma di controllo. Con questo sistema si può eludere ogni separatezza del regime restando questo solo con gli orpelli, le vessazioni".
Per Piscitello è necessario intervenire legislativamente su questo punto, per quanto attiene in particolare i Garanti regionali e comunali, e normativamente sulla possibilità che gli enti locali possano nominarli. "Ogni volta che si è presentato un caso del genere - ha chiarito Piscitello - ho impugnato quella richiesta: è accaduto però che o il garante o il detenuto hanno fatto ricorso alla magistratura di sorveglianza che ha concesso il colloquio. Io mi sono assunto la responsabilità di non dare corso a quel provvedimento; talvolta due tribunali di sorveglianza. In un caso in particolare per detenuto di camorra il tribunale di sorveglianza ribadisce il fatto che il provvedimento di diniego fosse illegittimo; nei fatti il mio ufficio si è sovraesposto impugnando sempre questi provvedimenti".










