di linda meoni
La Nazione, 15 maggio 2021
Sold out per il cortometraggio con la regia di Tesi: le riprese quasi interamente avvenute nel carcere di Santa Caterina in Brana. Il pianto di quella madre è ormai asciutto, il suo dolore inconsolabile, e tutto intorno, metafora di quella lama che le trafigge il cuore, c'è un dolore diverso eppure anch'esso universale: quello che si porta dentro chi sconta una pena in carcere, con quel bagaglio di sofferenza amplificata che come una presenza assillante non abbandona mai il detenuto.
Diventa finalmente patrimonio di tutti con la proiezione pubblica al teatro Bolognini mercoledì 19 maggio (ore 19.30) "Stabat mater" il cortometraggio con la regia di Giuseppe Tesi per Electra Teatro le cui riprese sono per la quasi totalità avvenute nel carcere di Santa Caterina in Brana con la partecipazione di un gruppo di detenuti a vestire i panni insoliti degli attori, affiancati dai professionisti Melania Giglio e Giuseppe Sartori.
Una prova eccezionale che nel risultato dimostra di aver abbondantemente superato qualsiasi possibile ostacolo legato alla difficoltà del testo cui quest'opera si ispira, "Madri" di Grazia Frisina. Trenta minuti di girato in cui trionfa l'umana compassione, anche in quelle "stanze spiate" che sono le celle di un carcere, attraverso le vicende di un uomo che nella sua vita ha scelto di "percorrere i tratturi", di "parlare coi muti e con gli idioti", di stare dalla parte dei dimenticati e dei dissacrati, e il suo legame con la madre: "Osservatela, la stabat mater dolorosa, pallida e svilita, sta curva su di lui. Il suo pianto è diventato asciutto, cerca un altro cuore in cui potersi sciogliere".
A intervallare questo dramma senza fine, le storie dei detenuti che all'obiettivo della telecamera consegnano le rispettive sofferenze: "Ci sono rumori di stoviglie, di oggetti che mi ricordano che sono in carcere e sto pagando la mia punizione - confessa uno dei protagonisti -. Anche se la mia vera punizione non sono né il carcere né l'isolamento: la mia vera punizione è l'ozio cui questo luogo mi costringe". E poi i drammi di altri reclusi, come quello che nella famiglia trova un motivo per rialzarsi e andare avanti, "so che il carcere è un passaggio, una tappa che segna la mia consapevolezza verso i reati che ho commesso" o come quello che nella detenzione ha scelto comunque di ritrovare "l'inizio di una nuova vita".
Girato nel post lockdown, "Stabat Mater" nasce come vera e propria "opera collettiva" sostenuta grazie al crowdfunding. Sostenitori di questa impresa sono, oltre a privati cittadini, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, la Fondazione Giorgio Tesi, la Fondazione Un raggio di luce, la Misericordia di Pistoia, l'Ordine degli avvocati, Teatri di Pistoia, Sds Pistoiese, Publiacqua, Publiservizi, Fondazione Conservatorio San Giovanni Battista, Fondazione Chianti Banca e Unicoop Firenze sezione soci Pistoia, insieme anche al Senato della Repubblica, che ha concesso il proprio patrocinio in occasione di questa nuova proiezione, la seconda, preceduta solamente da un'altra avvenuta proprio tra le mura di Santa Caterina in Brana nei giorni scorsi. Lo spettacolo è già andato sold out.











