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Il Tirreno, 7 dicembre 2021


La rabbia di Giulia Melani candidata unica ma non votata per tre volte dalla maggioranza del Consiglio comunale. "Pistoia non avrà un Garante (dei detenuti, ndr), il perché non chiedetelo a me, nessuno lo ha dichiarato in consiglio comunale". Ha sfogato su Facebook l'amarezza e la delusione per la mancata elezione a garante dei detenuti (o meglio: "dei diritti delle persone private della libertà personale", come recita la legge) per il Comune di Pistoia, nonostante che fosse l'unica candidata e che il posto sia scoperto da ormai ben sei anni.

Giulia Melani, 33 anni, ricercatrice in sociologia del diritto, con dieci anni di volontariato alle spalle nelle carceri di Sollicciano, Prato e Pistoia, era l'unica ad aver risposto al nuovo bando dell'amministrazione Tomasi (il precedente era andato deserto) per scegliere questa importante figura di tutela dei diritti delle persone detenute.

Ma nella sua ultima seduta, il consiglio comunale, in seduta segreta, per ben tre volte non ha raggiunto i voti necessari. Melani ha ottenuto al massimo sei voti, contro gli almeno 12 che sarebbero stati necessari nella terza votazione. Tutti gli altri 17 consiglieri si sono astenuti. A pronunciarsi pubblicamente in suo favore sono stati tre consiglieri comunali del Pd e Tina Nuti (Pistoia spirito libero). Dal centrodestra, che in tutta evidenza si è astenuto, nessun intervento di spiegazione della scelta. Nei giorni scorsi lo stesso gruppo Pd ha attaccato la maggioranza per la mancata elezione.

"Io - ha scritto ancora Giulia Melani su Facebook - intanto mi preparo ad entrare giovedì (il giorno in cui svolge colloqui con i detenuti, ndr) e a spiegare a quelle cinquanta persone che, ancora una volta, i loro diritti sono stati scavalcati da un qualcos'altro, che io non so e non posso capire, ma che comunque ci sono e sarò al loro fianco, come e più di ieri, e che mi ripresenterò per questa carica a qualsiasi futuro bando". In effetti la figura del garante dei diritti dei detenuti a Pistoia manca dal 2015, quando terminò il suo incarico Antonio Sammartino, autore di numerose denunce sulle gravi carenze della casa circondariale di Santa Caterina in Brana. Da allora la figura - che deve rimanere in carica tre anni - non è stata più nominata.